Ich bin


un piccolo morfema
in un'insalata di parole,
..ancora da capire




Eupnoico



Ci fu un giudice un tempo che assiso in un antro buio decise che la primavera andava sepolta. La primavera stordita e ansiosa di lunga luce guardò al giudice incredula senza capire nulla. Così io guardo a te che giudichi i miei versi ansioso di capire senza capire nulla.

[Alda Merini]




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Ma perchè..

*loading*..incongruenze




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Limbico



Chopin - Nocturne in c Minor


 

 



venerdì, 31 dicembre 2004
 

COSA HO IMPARATO DAL 2004:

 


Che il bisogno di qualcosa

di concreto,

non si plasma

sui vuoti passati.

 

Che la realtà delle cose si modifica

e si tinge dei colori del tempo.

 

Che le persone si perdono davvero

per un fiato

strozzato e reciso

tra la laringe e l’orgoglio.

 

Che le PAROLE hanno potere, ma che

I G.E.S.T.I.  travalicano e travolgono.

 

Che DEFINIRE UNA STORIA

non lo so fare

non è il mio forte.

 

Che sono ansioso di sbagliare

bramo l’errore,

aspiro al peccato

voglio prendere granchi

invito le cantonate alla mia tavola,

solo e soltanto per crescere

sempre e ancora di più.

 

Che le ROSE DI ATACAMA

voglio vederle dal vivo.

 

Che le amicizie di sempre

sono un barlume di pregiudizio e delirio.

 

Che V. di Santiago de Compostela viaggia

su un binario parallelo al mio al momento

e che non voglio incontrarlo per ora..

BARCELONA deciderà.

 

Che innamorarsi di una collega

è un rischio da danni morali

esosi.. e che ho lasciato le pratiche

all’avvocato del raziocinio.

 

Che perbenismo, preconcetti, padroni di certezze

e verità li dissacro e dismembro

con la lama dell’incertezza e della

vacuità.

 

Che “ci sono giorni che ti osservo

e che ho contato con le dita

quante volte hai riso

e una mano mi è bastata.”

 

Che non cerco menzogne,

ma che so che chiedono dove trovarmi in giro.

 

Che perdere .. chi .. non pensavi

.. non pensavi..

guardare..

spegnere

la luce fioca

di occhi…

ti strappa cuore,fegato,reni,

polmoni, stomaco e intestini..

ti lascia per terra

per terra, al suolo!

E che “quel cuore senza un pezzo

il suo ritmo prenderà”.

 

Che una madre non può perdere il secondo figlio!

E che una sorella non può perdere il secondo fratello.

Ma il tuo mondo finisce sotto il suolo

con una malattia

inutile per se stessa

una pazzia del corpo

che passa

e decompone!

 

Che ho bisogno dell’abbraccio

di chi mi ha lasciato

due anni fa

per sempre,

che mi stringa e che mi dica

che non sono una persona sbagliata

ma solo tanto

troppo confusa.

 

Che infondo sono all’antipasto

della vita,

aspetto al mio castello

le vere battaglie.

 

Che non so cosa sia amare qualcuno

se lascio sempre andar via per orgoglio.

 

Che credo nel FARE L’AMORE,e che

credo nel SESSO ,

ma ho paura del primo.

 

Che C. ha ragione, ma che

fa male lo stesso.

 

Che l’estate è calda in Sicilia

e che quest ’anno ha raggiunto temperature infernali.

 

Che Santiago ha pagato la cauzione

per le lacrime rinchiuse

in un carcere interiore

di cui avevo persole chiavi.

 

Che Danzica la vedrò lo stesso, nonostante i brutti ricordi.

 

Che settembre “di bei grappoli arrubbina “

e che il tempo di raccoglierli

l’ho perso e non tornerà.

 

Che un BLOG può servire..

 

Che il mio cinismo

diventa sempre più logaritmico.

 

Che se sono stato la tua luce

non lo so,

e forse vorrei saperlo,

perché adesso sono al buio.

 

Che i chupitos e le mie tequila’s friends

sollevano la pellicola di polvere

che attanaglia questo fegato

cirrotico di vita.

 

Che natale è perfetto

ma che io non lo sono

ma non vuol dire

non vuol dire..

 

Che “la notte picchia forte”

che ho bisogno

di un alba

un aurora

immensa.

 

Che occhi devastanti

e disarmanti li ho trovati

e li troverò ancora

ma che il destino

si immischia troppo nella mia vita.

 

Che questo giorno, queste ore

questo 10, 9, 8, 7, 6, ….

non mi serve.

 

Che vorrei “trovare il destino per caso

e non sapere che dire”

ma che sia lui a parlarmi

di nuovo.

 

Che….

 

 

“ Cinquatanove secondi per ciascuno dei miei minuti ”

rimuginavo per strada <<sono stati dedicati alla sofferenza

o.. all’idea di sofferenza. Magari avessi avuto la vocazione

della pietra! Il “cuore”: origine di ogni supplizio… Aspiro

all’oggetto, alla benedizione della materia e dell’opacità.

Il viavai di un moscerino mi pare un’ impresa apocalittica.

Si commette  peccato a uscire da se stessi… Il vento,

follia dell’aria! La musica, follia del silenzio! Capitolando

davanti alla vita, il mondo ha mancato nei confronti del

nulla… IO MI DIMETTO DAL MOVIMENTO  e dai miei sogni.

Assenza! Tu sarai la mia unica gloria… Che il “desiderio”

sia depennato per sempre dai desideri e dagl’animi! Arretro

dinanzi ALLA FARSA VERTIGINOSA DEI DOMANI. E se conservo

ancora qualche speranza, ho perduto per sempre la facoltà

di sperare>>.     

 

EMIL CIORAN(bel libro Cris!)

 



Esegesi di _IPPOCAMPO_ ... dicembre 31, 2004 16:56 ... commenti (9)


giovedì, 30 dicembre 2004
 

Quando si può chiamare una vita tale?

Quante settimane deve avere, quanti giorni, quante ore,..

quanti minuti e quanti secondi…

Muri di vincoli cristiani

e muri di parametri medici.

 

Un esserino

di poco più di alcuni centimetri

ti sceglie

e sono fatti suoi ,giusto?

 

Non che t’interessi

più se il destino o il momento

è giusto che si scambino

opinioni nel tribunale degli istanti.

 

È lì , con te

e tu sei tu

ma non sei più tu ,

sei qualcosa in più

un ubriacatura di vita

mista ad una voglia di pancione.

 

E poi ?

poi c’è il natale

poi c’è la corsa

poi c’è un infermiera

poi c’è la domanda

la corsa

il dottore

l’infermiera

la domanda

 

il S.a.n.g.u.e.

 

E poi ritorna da domanda

altalenante..

perforante..

ineluttabile.

 

Poi mi chiedono

perché

il mio spirito natalizio

si eclissa, e

penso gli’occhii di T.

e gl’occhi di G.

e penso che la vita scoppia

nei momenti meno opportuni.




 

Esegesi di _IPPOCAMPO_ ... dicembre 30, 2004 10:56 ... commenti (2)


martedì, 28 dicembre 2004
 

 LA CACCA & ALTRE IMMOLAZIONI.


magnifico, certo, figliola, vuoi dell'altro
succo di mela? come fai a bere quella maledetta
porcheria? a me fa schifo. cosa? no, non sono il dottor
Vogel. sono il babbo. il tuo vecchio. dov'è la mamma?
è andata nel quartiere degli artisti. oh, quello è un posto
frequentato da tutti tranne che dagli
artisti. sì, è così che funziona quasi
dappertutto. certe volte puoi andare in un ospedale
che può avere 40 anni e magari neanche un dottore,
e non è facile trovare un'infermiera.
cos'è un ospedale? un ospedale è solo un mucchio
di campanelli che non suonano, gente che crepa e inservienti
molto calmi e sofisticati. ma il mondo intero è così
:
nessuno sa ciò che dovrebbe sapere -
i poeti non sanno scrivere poesie
i meccanici non sanno aggiustarti la macchina
i pugili non sanno boxare
gli innamorati non sanno amare
i predicatori non sanno predicare. è così anche con
gli eserciti: interi eserciti senza generali,
intere nazioni senza capi, be', sarebbe un po'
come se uno cercasse di scopare
con un cazzo di legno
... oh, chiedo scusa!
quanti anni hai? tre? tre. ah. tre dita, così va bene!
impari presto, piccina mia. cosa? altro
succo di mela? ok
vuoi giocare al treno? vuoi farmi fare un bel viaggio?
ok, Tucson, andremo a Tucson, che diavolo!
maledizione, non SO se siamo già arrivati, sei tu
che guidi!
cosa? stiamo già tornando INDIETRO?
vuoi una caramella? merda, sono ore che mangi caramelle!
senti, non SO quando tua madre tornerà, eh? be',
dopo essere stata con gli artisti andava a una lettura
di poesia. cos'è una lettura di poesia? una lettura di poesia
è dove
la gente si raduna a leggersi poesie, specie quelli
che non sono capaci di scriverne.
cos'è la poesia? nessuno lo sa. cambia. funziona da sola
come una chiocciola che striscia sul muro di una casa. oh,
quella è una cosa
grossa e viscida che quando la pesti è tutta molle
e appiccicosa. se io sono una chiocciola?
credo di sì, figliola, come?
vuoi fare la cacca?
ok, fa pure. sei capace di calarti le braghe? non ti vedo
molto spesso. oh, vuoi la luce accesa? vuoi che resti
o vuoi che me ne vada? che resti? bene, allora.
e adesso fa' la cacca, piccina, così...
fa' la cacca...
così potrai diventare grande
e fare quello che fanno
le donne.
fa' la cacca.
su, ciccia,
non è bello?
anche la mamma fa la cacca.
oh sì

wow!
così va bene!
ora pulisciti il culo.
no, meglio di
così! là, adesso
va meglio.

cosa dici? che la cacca sono io?
ehi, questa è
buona! mi piace!
divertente!

ora andiamo a prenderci un altro po' di birra
e di succo di mela.

 
Henry Charles Bukowski



 

Esegesi di _IPPOCAMPO_ ... dicembre 28, 2004 21:52 ... commenti (5)


lunedì, 27 dicembre 2004
 

L' AUTOSTRADA

 

 

La casa era giusto al confine tra il vento e la sete
un posto abitato da fate
e da poche altre forme di vita

ugualmente concrete
vicino all'incrocio di un paio di strade sterrate
che senza motivo apparente

si incontrano
e poi, disperate,

ripartono
tristi,

così come sono arrivate.

 

Comunque a qualcuno una volta saranno piaciute
se poi sono state abitate
qualcuno che fermo all'incrocio pensò:
"aspettiamo che arrivi l'estate"

l'estate da noi non è mica un periodo felice
che il caldo ti toglie la pace
la polvere copre ogni cosa
e ti spezza la voce,

 

l'odore di verze marcite

la gente che passa

ci guarda e prosegue veloce
ci osserva e prosegue veloce
magari saluta,

ma sempre prosegue veloce

 

se almeno si vedesse l'autostrada
ci porterebbe senz'altro a una città
oppure proseguire

ovunque vada
meglio
meglio che qua

 

la chiesa era uguale alle case,

ma aveva una croce
e forse un po' più di vernice
ed un'unica luce

fornita da fiaccole appese
imbevute di pece

 

fu lì che la vidi a braccetto col prete
era il 5 di aprile
e tirava una brezza

che dava un colore alla quiete
e profumo di pane alle olive
lei pure mi vide
e forse sorrise
non sono sicuro,

ma forse davvero sorrise
perché all'improvviso

fu molto più forte l'odore del pane alle olive

 

la gente che passa ci guarda

e prosegue veloce
ci osserva

e prosegue veloce
magari sorride,

ma sempre prosegue veloce

 

se almeno si vedesse l'autostrada
ci porterebbe senz'altro a una città
oppure proseguire ovunque vada
meglio
meglio che qua

a volte succede qualcosa di dolce e fatale
come svegliarsi

e trovare la neve
o come quel giorno che lei mi sorrise
ma senza voltarsi

e fuggire
vederla venirmi vicino

fu quasi morire

 

trovare per caso il destino
e non sapere che dire



ma invece fu lei a parlare

 

"mi piace guardare la faccia nascosta del sole
vedere che in fondo si muove
dormire distesa su un letto di viole"

 

mi disse
e a te cosa piace?

 

"mi piace sentire la forza di un'ala che si apre
volare lontano
sentirmi rapace,

c.a.p.a.c.e. di dirti t.i. a.m.o.
aspettiamola insieme l'estate"

 

e intanto volevo sparire
pensando alle cose che avevo da offrire
l'incrocio
la casa
la chiesa
la croce
l'incrocio-la casa-la chiesa-la croce
ed in più lo spettacolo atroce di tutta...

 

la gente che passa ci guarda e prosegue veloce
ci osserva e prosegue veloce
magari sorride,

ma sempre prosegue veloce

 

la gente che passa ci guarda

e prosegue veloce
ci osserva

e prosegue veloce
magari saluta,

ma sempre prosegue veloce
la gente
che passa
ci guarda
ci osserva
e prosegue veloce

 

 

DANIELE SILVESTRI

Esegesi di _IPPOCAMPO_ ... dicembre 27, 2004 17:48 ... commenti (4)


domenica, 26 dicembre 2004
 

Sdraiarsi e cancellare..

una festa, una data, un giorno, una ricorrenza

sentire di non sentire

questa festa , questa data, questo giorno, questa ricorrenza.

 

Passa come ogni anno,

e come ogni anno cerco di non stare

per non capire, e invece sto perché capisco

immerso nel cinismo

nuoto al di la di una realtà teatrale

dalla vacuità ridondante

aspetto

aspetto in silenzio

perché ho capito

che le parole

non hanno senso

non parlano

sono mute

mute consonanti

che non cercano un orecchio,

ma si perdono

in una stanza addobbata a festa.

 

Anche quest’ anno mancherà

e mancheranno

perché non si può cambiare e non cambierà

ciò che non si può cambiare.

 

Imparo e soppeso

Odo e discerno

 

Che non tutto è rosso

che non tutto è nero

è del colore che vuoi

che trovi

o che ti regalano

lo accetto

si lo accetto

sto bene

perché non mi so mentire

sto male

perché non mi so mentire

e sono fiero di me stesso

fiero di cambiare

crescere

crescere

C.R.E.S.C.E.R.E.

 

 

 

 

.. quando la gente ti dirà che hai sbagliato...

e avrai errori dappertutto dietro al schiena, fottitene.
Ricordati. Devi fottertene.

Tutte le bocce di cristallo che hai rotto

erano solo vita...
non sono quelli gli errori...

quella è vita...

e la vita vera magari è proprio quella che si spacca,
quella vita su cento

che alla fine si spacca.....

io questo l'ho capito,

il mondo è pieno di gente
che gira con in tasca le sue piccole biglie di vetro....

le sue piccole tristi biglie infrangibili.....
e allora tu non smetterla mai di soffiare nelle tue sfere di cristallo.....
sono belle,

a me è piaciuto guardarle,

per tutto il tempo che ti sono stato vicino...
ci si vede dentro tanta di quella roba.....

é una cosa che ti mette l'allegria addosso...

non smetterla mai.....

e se un giorno scoppieranno

anche quella sarà vita,
a modo suo.....

meravigliosa vita.

 


ALESSANDRO BARICCO –  
Castelli di Rabbia

 

 

Esegesi di _IPPOCAMPO_ ... dicembre 26, 2004 17:40 ... commenti (4)


martedì, 21 dicembre 2004
 

I am the way , I am the light 
I am the dark inside the night 
I hear your hopes , 
I feel your dreams 
And in the dark 
I hear your screams 
Don't turn away , 
just take my hand 
And when you make 
your final stand 
I'll be right there , 
I'll never leave 
And all I ask of you ... 
...
Believe 

 

…Non ho mai voluto sapere 
Non ho mai voluto capire 
Ho buttato via il mio tempo 
Finché il tempo ha buttato via me 
Non ho mai voluto andarmene 
Ho sempre voluto rimanere 
Perché la persona che sono 
Sono le parti che recito 
Così faccio trame e progetti 
Spero e fantastico 
Nel luccichio di una notte 
Piena di
sogni incompleti 
E mi tengo aggrappato 
A un mondo che va in rovina 
Mentre mi addebitano anni 
Che non posso permettermi di pagare
 

 

 

SAVATAGE

 

 

 

Una delle mie canzoni preferite

una di quelle che mi hanno elargito

E.M.O.Z.I.O.N.I. ,

oggi la ascoltavo

con volume sempre più alto..

e chiedevo a me stesso

dove fosse finita quella parte di me

che spera e fantastica

che ascolta quelle mani

e sente le paure

che faceva progetti

e che rifilava sogni.

 

Mi sento in un pantano

di verità

dall'inanità assoluta e tautologica,

nell'incertezza

di questi assi cartesiani



Esegesi di _IPPOCAMPO_ ... dicembre 21, 2004 00:02 ... commenti (23)


lunedì, 20 dicembre 2004
 

STELLE POCHE

 

 .. I misteri non sono quel che sembrano

o non riescono a dirli le parole;

nello spazio profondo, stelle poche..

 

José Saramago    ( PORTOGALLO 1922 )

 

Esegesi di _IPPOCAMPO_ ... dicembre 20, 2004 00:10 ... commenti (2)


domenica, 19 dicembre 2004
 

Dos vasos de Nero D'Avola

Dos chupitos de rum y zumo de pera

un sitio

donde tocaban musica simil-pachanguera-estilo italia

y..

 

me emborrachè

y creo q me enrollè con 3 chicas

en el mismo lugar

y que estaba demasiado para el arrastre

para darme cuenta de lo que occuria.

 

No me lo puedo creer...

Ahora despues de la moÑa

tengo una resaca de la ostia..

no se si algunos amigos

me echaran la bronca..

pero lo disfrutè mucho

anoche

y me quedo con eso.

 

No me importa el juicio.


 

Esegesi di _IPPOCAMPO_ ... dicembre 19, 2004 14:41 ... commenti (3)


sabato, 18 dicembre 2004
 

..Comprendere che sono un pezzo di marmo
la noia devasta la volontà di cambiare

Dovrei rivalutare tutto dal principio
trovare la forza e l'audacia per farlo
so già che
per un momento sarà pieno inverno
per un momento sarà pieno inverno

Ti sembrerò incoerente
poco affidabile inconsistente
ti sembrerò un'emerita idiota
facili entusiasmi improvvisi avvilimenti

Domandami ancora una volta se piango
se ogni equilibrio si è rotto nuovamente

Dovrei rivalutare tutto dal principio
trovare la forza e l'audacia per farlo
so già che
per un momento sarà pieno inverno ..

Sento che non ho un sostegno sicuro
forse prima o poi perderò l'amore
per le piccole cose
l'odore di un novembre che muore ..
 
 
CARMEN CONSOLI






















Esegesi di _IPPOCAMPO_ ... dicembre 18, 2004 13:21 ... commenti (6)


venerdì, 17 dicembre 2004
 

Ma col tempo

imparo a chiedermi

sempre di meno