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lunedì, 28 febbraio 2005

Il tuo viso sfuocato in una foto staccata dalla parete. Al trapezio ricettacoli di verbi frasi fonemi. Li schivo a menadito senza una rete. La lingua più antica del mondo va rispolverata da due pesi e due misure di anime miscelate senza notifiche, solo da sorrisi nascosti.(Da ridere in due.) Barbàglii di screzi tempestano pensieri reclusi in gabbie d'avorio : pantomimo e millanto per l'ilarità di uno stolto che guarda il mio dito pensando di avermi concluso.
La luna ha sibilato qualcosa... soffi di luce quanti di suoni piume di vita. Impercettibili.. Impenetrabili.. obliterati dall'aria tra la tua bocca e la mia, in questa stazione tra la terra ed il sole eliocentricamente divaricati in un perimetro d occhi queruli, fissi.. scolpiti nel quarzo. Risponderò soltanto alla prossima mano. Ti b.a.c.i.o.
domenica, 27 febbraio 2005
Hai un sangue, un respiro. Sei fatta di carne di capelli di sguardi anche tu. Terra e piante, cielo di marzo, luce, vibrano e ti somigliano - il tuo riso e il tuo passo come acque che sussultano - la tua ruga fra gli occhi come nubi raccolte - il tuo tenero corpo una zolla nel sole.
Hai un sangue, un respiro. Vivi su questa terra. Ne conosci i sapori le stagioni i risvegli, hai giocato nel sole, hai parlato con noi. Acqua chiara, virgulto primaverile, terra, germogliante silenzio, tu hai giocato bambina sotto un cielo diverso, ne hai negli occhi il silenzio, una nube, che sgorga come polla dal fondo. ora ridi e sussulti sopra questo silenzio. Dolce frutto che vivi sotto il cielo chiaro, che respiri e vivi questa nostra stagione, nel tuo chiuso silenzio è la tua forza. Come erba viva nell'aria rabbrividisci e ridi, ma tu, tu sei t.e.r.r.a. Sei radice feroce. Sei la terra che aspetta.
CESARE PAVESE - 21 marzo 1950
I vizi che straziano e oziano i sapori di vita ..dissolvono.. acciecano.. gli occhi più stupidi di chi non sa nemmeno guardare.
Un gran bel DIA DE RESACA.
sabato, 26 febbraio 2005
"Spesso il cielo si vede di notte"... forse ti risponderei questo nel momento in cui mi raccontassi il fegato cirrotico di vita che non va! ..poi continuerei..
" Che cosa so del destino dell'uomo? Potrei dirvi di più a proposito dei ravanelli " (saggio Beckett!!)
Aggiungerei però alla Schopenhauer : " Quello che la gente chiama comunemente d.e.s.t.i.n.o. , é costituito per lo più dalle sue stupide gesta. "
giovedì, 24 febbraio 2005
Inabissato in un giorno di sole, stupito disegno sulla sabbia cifre che l'acqua salata cancella monotona. Mi guardo le mani insabbiate da te, rifiutando risposte a mezz'aria. Il vento riposa sottile e stemprato su quello che taglia di me di quello che ero di quello che sono. L' acqua borbotta qualcosa. Si tinge dei colori che ho nelle vene. Minuti di castelli di sabbia sgretolati dal soffio più semplice del tuo sguardo sfiorato dal mio. L'odore della battigia ricorda e lenisce un sole che trema. Tuona tra i pianeti un sole che trema. Scottante... Urente.. L'ombra di atomi invecchiati cala dietro le dune a levante. E' un mezzogiorno impettito. E' una mezzanotte 'amarilla'. Annienta relitti vestiti di nero.
۞...Non promettere il cielo, ma dare anche lo solo la terra. Non impegnarsi fino alla tomba, ma dare anche solo un istante.
Più umano quando ami, non ripetere " ti amo ". Quanto più penoso poi, da quelle stesse labbra udire un vuoto suono, menzogna, derisione, grossolanità, e il mondo falsamente pieno apparirà falsamente vuoto...۞
EVTUSENKO
martedì, 22 febbraio 2005
۞ each that we lose takes part of us; A crescente still abides, wich like the moon, some turbid night, is summoned by the tides.۞
۞ Tutti coloro che perdiamo,qualcosa ci tolgono; resta ancora uno spicchio sottile, che come luna, qualche torbida notte, obbedirà al richiamo delle maree. ۞
EMILY DICKINSON
Ergo, una marea rifluisce qui, qui dove c'è quella muraglia di pietra t.u.f.i.c.a. che sono. Quegli spicchi di sole e di luna di cui sono fatto risplendono al buio di luce e di ombre. Non chiedo responsi alla marea. Mi lascio al trasporto di acque profonde e an-negate.
lunedì, 21 febbraio 2005
Preghiera di uno che si è perso, e dunque, a dirla tutta, preghiera per me. Signore Buon Dio, abbiate pazienza, sono di nuovo io. Dunque, qui le cose vanno bene, chi più chi meno, ci si arrangia, in pratica, si trova poi sempre il modo di cavarsela, voi mi capite, insomma, il problema non è questo. Il problema sarebbe un altro, se avete la pazienza di ascoltarmi. Il problema è questa strada, bella strada questa che corre e scorre e soccorre, ma non corre diritta, come potrebbe e nemmeno storta come saprebbe, no. Curiosamente si disfa. Credetemi (per una volta voi credete a me) si disfa. Dovendo riassumere, se ne va un po' di qua, un po' di là, presa da improvvisa libertà. Chissà. Adesso, non per sminuire, ma dovrei spiegarvi questa cosa, che è cosa da uomini, e non è cosa da Dio, di quando la strada che si ha davanti si disfa, si perde, si sgrana, si eclissa, non so se avete presente, ma è facile che non abbiate presente, è una cosa da uomini, in generale, perdersi. Non è roba da Voi. Bisogna che abbiate pazienza e mi lasciate spiegare. Faccenda di un attimo. Innanzitutto non dovete farvi fuorviare dal fatto che, tecnicamente parlando, non si può negarlo, questa strada che corre, scorre, soccorre, sotto le ruote di questa carrozza, effettivamente, volendo attenersi ai fatti, non si disfa affatto. Tecnicamente parlando. Continua diritta, senza esitazioni, neanche un timido bivio, niente. Diritta come un fuso. Lo vedo da me. Ma il problema, lasciatevelo dire, non sta qui. Non è di questa strada, fatta di terra e polvere e sassi, che stiamo parlando. La strada in questione è un'altra. E corre non fuori, ma dentro. Qui dentro. Non so se avete presente: la mia strada. Ne hanno tutti una, lo saprete anche voi, che tra l'altro, non siete estraneo al progetto di questa macchina che siamo, tutti quanti, ognuno a modo suo. Una strada dentro ce l'hanno tutti, cosa che facilita, per lo più, l'incombenza di questo viaggio nostro, e solo raramente, ce lo complica. Adesso è uno dei momenti che lo complica. Volendo riassumere, è quella strada, quella dentro, che si disfa, si è disfatta, benedetta, non c'è più. Succede, credetemi, succede. E non è una cosa piacevole. Io credo che quella vostra trovata del diluvio universale, sia stata in effetti una trovata geniale. Perché a voler trovare un castigo, mi chiedo cosa sia meglio che lasciare un povero cristo da solo in mezzo a quel mare. Neanche una spiaggia. Niente. Uno scoglio. Un relitto derelitto. Neanche quello. Non un segno per capire da che parte andare, per andarci a morire. ... So perfettamente qual è la domanda, è la risposta che mi manca. Corre questa carrozza, e io non so dove. Penso alla risposta, e nella mia mente diventa buio. Così questo buio io lo prendo e lo metto nelle vostre mani. E vi chiedo Signore Buon Dio di tenerlo con voi un'ora soltanto, tenervelo in mano quel tanto che basta per scioglierne il nero, per scioglierne il male che fa nella testa, quel buio nel cuore, quel nero, vorreste? Potreste anche solo chinarvi, guardarlo, sorriderne, aprirlo, rubargli una luce e lasciarlo cadere che tanto a trovarlo ci penso poi io, a vedere dov'è. Una cosa da nulla per voi, così grande per me. Mi ascoltate Signore Buon Dio? Non è chiedervi tanto, è solo una preghiera, che è un modo di scrivere il profumo dell'attesa. Scrivete voi dove volete il sentiero che ho perduto. Basta un segno, qualcosa, un graffio leggero sul vetro di questi occhi che guardano senza vedere, io lo vedrò. Scrivete sul mondo una sola parola scritta per me, la leggerò. Sfiorate un istante di questo silenzio, lo sentirò. Non abbiate paura, io non ne ho. E scivoli via questa preghiera con la forza delle parole, oltre la gabbia del mondo, fino a chissà dove. A.m.e.n.
ALESSANDRO BARICCO – OCEANO MARE
domenica, 20 febbraio 2005
Due settimane, una voce ti chiede. Sospiro bloccando diaframma e laringe, non un fiato si muoverà da questo corpo se io non decido. Ripenso a un sorriso di notte. Ma sono il giudice delle parole, condanno il loro utilizzo da TAKE AWAY inflazionato. Rispetto quel tempo trascorso, ma è troppo impreciso, mero tratteggio nei bordi. Ci vuole una mano d'azzardo per disegnare uno stato in cui ritornare. Lo s.i.e.n.t.o.
sabato, 19 febbraio 2005
LA NOTTE PASSERA' SENZA FRETTA DI NOSTALGIA. DOVRA' ESSERE UN TANGO LA NOSTRA FERITA, UNA FISARMONICA SANGUINANTE LE NOSTRE ANIME. SAREMO IN UNA NOTTE TUTTO IL GIORNO.
TORNA A ME AMAMI SENZA LUCE NEL NOSTRO RIFUGIO BLU DOVE NON C'ERA SOLE PER NOI ACCIECAMI UCCIDI IL MIO CUORE NEL NOSTRO RIFUGIO BLU MI AMOR
Alcoba Azul - Lila Downs
Alla fine del giro di boa sono solo più asciutto, appena sciupato pur sempre vicino a me stesso. Convinto che una voce ti può risvegliare. Convinto che la fuliggine la puoi spolverare. Convinto che quell'a.u.r.o.r.a. rimbomba ancora sul mare. In auto veloce ritorno dall'aeroporto ho scritto con luce latrati passati. In un pezzo d'asfalto staccato da terra ho frantumato(confuso) persone di vetro.
Al risveglio non c'ero. Ricordo un’alba di una mattina imprecisa d'agosto in cui mi son perso.
venerdì, 18 febbraio 2005
۞ Mani sugl' occhi, diventano più grandi del buio. Settembre, Ottobre, Novembre, Dicembre, Gennaio, F.e.b.b.r.a.i.o. devon bastare da posto di blocco per un ' La stonato ' che è evaso.
[ FA SBRINARE IL TUO STOMACO DA FAR MALE SAI ] Ho lucenti armature nuove di zecca di stige, però la lancia ha già tranciato la maglia. E' spezzata nell'argento. Ho le fauci prosciugate da aliti strozzati da orgoglio. I ' 70 meriti al minuto ' si moltiplicano al quadrato nel mio petto.
[ QUESTO è SANGUE ! ] [ QUESTO è SANGUE DA UNA NOTTE ! ] [ QUESTO è SANGUE DA FOTOGRAFIA ! ] Annebbia i sensi quel riflusso avvelenato. Togli la mano dal mio corpo. Hai una pistola .. e allora spara! Sparami nel cervello fermato da te, cazzo! Spara e sparisci nell'eternità. ۞
 La città si alza e cammina, reclama ciò che è suo. A volte, il mondo prende la forma degli dei,
a volte gli dei prendono forma d’uomini, a volte gli dei camminano sulla terra come mortali.. e stanotte
la città si è alzata, ha camminato,
e noi siamo o.b.s.o.l.e.t.i.…
J.Shirley
giovedì, 17 febbraio 2005

Steso su un balcone guardo il porto Sembra un cuore nero e morto Che mi sputa una poesia Nella quale il giorno in cui mi lancerò E non mi prenderanno Neanche tu mi prenderai Io non tremo E' solo un pò di me che se ne va Giù nella città, dove ogni strada sa Condurre sino a te e io no Bye bye, bye bye, bye bye, bye bye BOMBAY Sai Mimì che la paura è una cicatrice Che sigilla anche l'anima più dura Non si può giocare con il cuore della gente Se non sei un professionista, ma ho la cura Io non tremo E' solo un pò di me che se ne va E' sporca la città, tutto cercherà Di condurre sino a te e io no Bye bye, bye bye, bye bye, bye bye BOMBAY
AFTERHOURS
Oggi hai vinto tu per davvero.
Steso su un balcone guardo il porto Sembra un cuore nero e morto Che mi sputa una poesia Nella quale il giorno in cui mi lancerò E non mi prenderanno Neanche tu mi prenderai Io non tremo E' solo un pò di me che se ne va Giù nella città, dove ogni strada sa Condurre sino a te e io no Bye bye, bye bye, bye bye, bye bye BOMBAY Sai Mimì che la paura è una cicatrice Che sigilla anche l'anima più dura Non si può giocare con il cuore della gente Se non sei un professionista, ma ho la cura Io non tremo E' solo un pò di me che se ne va E' sporca la città, tutto cercherà Di condurre sino a te e io no Bye bye, bye bye, bye bye, bye bye BOMBAY
AFTERHOURS
Oggi hai vinto tu per davvero.
(vere testimonianze di un informatore scientifico palermitano)
REFERTI DI PRONTO SOCCORSO:
Riferisce di aver vomitato la supposta. Giunge cadavere. Riferisce di essere stato coinvolto in incidente stradale. Giunge cadavere. Si invia in rianimazione. Gravidanza a termine, Partner ignoto, La gestante minorenne è accompagnata dal padre il quale dichiara che la figlia è vergine, Ne attribuisce la causa ad uno spermatozoo vagante nel mare sporco durante i bagni della trascorsa estate. Contusione dito pollice piede destro. Dopo aver assunto un cannolo cominciava a sentirsi male. Ricoverato in neurochirurgia per trauma cronico.
RICHIESTE DI VISITE SPECIALISTICHE:
Visita ortopedica: attrite Visita dermatologica: fragilità capillare (perdita di capelli). Visita pneumologica. Diagnosi: bronco, catarro e tosse. Visita necrologica: epilessia.
RICETTE:
Aspirina supposte effervescenti. Medicare con tintura d’odio. Voltaren fiale tre compresse al giorno. Lexotan gocce 3 gocce 20 volte al giorno. Una supposta alla sera durante i pasti. Una supposta per orecchio. Euromicina pomata. (aureomicina) Due compresse dopo i pasti preferibilmente a stomaco vuoto. Mucosolvan cucchiaio due sciroppi al giorno.
RICHIESTE DI ESAMI RADIOGRAFICI E ANALISI CLINICHE:
Rossi Marcello: emocromo, azotemia, glicemia… Diagnosi: moglie in gravidanza. Si richiede l’analisi di tutto il sangue. Si richiedono tutti gli esami per tutte le malattie del mondo. Rx diretta epatica: sospetta polmonite destra. Signora Oddo Maria: ecografia vescica e prostata. Si richiede Rx torace e dintorni. Rx total body Si richiede gruppo sanguigno e fattore RK.
I PAZIENTI:
Dottore, delle tre pillole che mi ha scritto, anziché due ne ho presa una. Il dottore abita il questo amplesso residenziale. Dottore, firmi il certificato per disteso. Non è il caso di prendersela: queste sono sottilette. Ho abolito i farinacci. Mio marito ha la pressione bassa alta e la normale giusta. Mio marito ha l’arancina al petto (angina pectoris). Non c’è niente di più disumano che chiudere il padre allo sfizio. Mi sono prenotata per fare il topless (doppler). Ho l’ernia del discolo. Antivirali? Vuol dire che divento impotente? Soffro di ulcera doganale. Ho le vene vorticose. Ho avuto uno shock profilattico. Dottore, mi faccia la palpitazione al seno. La pediatrica non crede che mia figlia ha messo i primi canarini (canini). Ho avuto un cactus cerebrale (ictus). Il dottore dice che questo antibiotico serve per togliere i grammi postivi. Mi sento confusa: è come se vedessi l’arco di Noè. Il mio elettrocardiogramma era nei limiti della notte. Lei mi ha curato benissimo la psoriasi che mi è rimasta a vita. Dottore, sono venuto da lei perché mi hanno detto che è un esperto un questo branco. Mio figlio ha un’erezione cutanea. Mia figlia ha una frattura alla tibia e pedone. Mio padre aveva il diabete merlino. D’Angelo si scrive con l’apostolo? Ho subito un’operazione al meniscolo. Dottore, forse ho la gotica. (gotta) Mia moglie ha le sogliole. (doglie) Dottore, a quanti mesi si fa il richiamo antipolemico? (antipolio) Ma tutte queste lenzoline non possono far male? (insuline) Ho mangiato un fritto misto di pesce bollito. Ho la spalla lustrata. Dottore, qui lo dico e qui lo nego: lei è il migliore! ^_________^
mercoledì, 16 febbraio 2005
La presenza di pregiudizievoli certezze nei locali del mio cranio e la conseguente imminente d.i.s.i.n.f.e.s.t.a.z.i.o.n.e. impongono il divieto assoluto di nutrire o dissetare illusioni all'interno del cortile meningeo o nei pressi di questo soma.
Muchas Gracias

Non so scrivere parole d'amore parole reali che reali non sono. Credo nel fiore che esiste nel bosco del cuore. Credo in un prato di parole annaffiate dal pianto. Credo in un gesto timido e onesto di una canzone stonata cantata con gl'occhi. Vorrei supplicare i banchieri di speranze e illusioni a concedermi un prestito di ' per sempre ' da regalare. Li elargirei a te che mi guardi e ti chiedi, se ho ancora i miei piedi. Li sussurrerei al tuo orecchio ancorato a quel secchio. Vorrei essere un pozzo di desideri avverati, e invece sono un sasso piantato in un lago sabbioso. Sei tu un corallo ed io una spugna marina da sola. Sei tu forse un cielo ed io appena una riga sul mare. Un sasso una spugna e una riga sul mare son già poca cosa, non sono capaci di amare. Che amare non è una cosa da nulla capirlo è uno screzio con la ragione. Una sasso una spugna e una riga sul mare più aperto son già poca cosa rispetto agli dei di sicuro, conoscono il valore del tempo di un eco in un lago di una carezza di pesci pagliaccio e della pioggia che cade in tempesta. Un sasso una spugna e una riga nel mare dei mari hanno varcato lo spazio delle parole d'amore hanno abbattuto la barriera del suono e hanno capito quanto è fragile un uomo.
martedì, 15 febbraio 2005
Il Domani è già arrivato nella sala d'aspetto della clinica del tempo. Una Lancetta mi ha parlato dei secondi affastellati nella mente. Li ha visti dalla TAC. Senza parlarti senza vederti ti ho parlato ti ho vista in quei silenzi appena usati. Se la mia mano scivola veloce è troppo lenta per capire la bruma di città e i bruchi d' aspettare. Insegnami a parlare di petunie delle Rose di Atacama da dipingere. Una nota musicale si può perdere in un rigo senza chiave. Ibernata da pinguina non ti chiedi se mai mi hai domandato di quel film in mezzo al letto di quel quadro senza chiodo di quel sesso un po' stonato nell'occaso della storia. Se ti perdono di non amarmi ancora non ti perdono di averlo fatto a Puntaraisi quella mousse, una coperta e nelle dita quella stella. Pungono i secondi dei ricordi. Mi rigiro su me stesso dove il decubito ha lasciato questo volto e queste labbra. Non pensare al mio nulla in mezzo al petto se cancello le mie storie con le dita se ho sfumato le parole ed i pensieri. Non pensare che il destino non sarà afferra con le mani la farfalla afferra con le mani le matite colorate dei ricordi nella mattina dell'aurora custodiscili in un baule d'ebano africano lì, coperti dal calore coperti dalle stelle senza cielo le fate ci mischieranno, ancora.
È una crudeltà da anatomista; del resto, la scienza ha fatto progressi e ci sono persone che sanno sezionare un cuore come un cadavere.
Gustave Flaubert ( Passione e Virtù )
sabato, 12 febbraio 2005
venerdì, 11 febbraio 2005
Altro incontro. Più diluito, ma trattenuto nelle ore. A quel saluto ho ripensato : Nella sua fiducia c'era tanta innocenza che, avrei voluto rubarle gli orecchini per insegnarle a diffidare degl'uomini.
G.Verga
mercoledì, 09 febbraio 2005
Poi, nel meato del destino… accadono incontri come questi. Punto. Avrei voluto risarciti i danni per le tempie molestate. Dovrei farmi un'assicurazione contro il mio ermetismo inspocchiosito, e una, contro i sinistri d'ermeneuticità mancata, che qualcuno non rispetta al semaforo dei miei sguardi in procinto di un conato. P.L.E.A.S.E. : 
martedì, 08 febbraio 2005
MUTAZIONE, TRASFORMAZIONE, CONSAPEVOLEZZA.
Se qualcuno mi chiedesse come stai, un punto esclamativo attorcigliato deflagrerebbe in un silenzio. Solo il punto di restare su quel punto, spargerebbe i semini imbarazzati di un altrove desolato. Ex abrupto contesterei col sorriso al piombo come schermo per non contrarre borghesismi sulla lingua. La clerance d’idiozie, è in provetta sul comodino con i ferri. Mi centrifugo la sera, scrollando frustoli all’essenza di vaniglia. È un odore paravento, vomitato sullo stroma di parole schizzate fuori dalla bocca. Stasera non d.i.m.e.n.t.i.c.o. un bel bagno ossigenato. Ustiono i ghirigori impregnati di quel nulla. Se tu leggessi queste righe, penseresti ad uno stomaco ulcerato ingozzato di nervosismi troppo caustici. Sapresti incontrare una cura dottoressa Esse Punto? Attendo la ricetta, al solito indirizzo che ho cambiato.
lunedì, 07 febbraio 2005
RATIO
Un eccesso di zelo imbriglia incarcera incatena come una tela di ragnatela.
domenica, 06 febbraio 2005
Spero che la dipartita sia gioiosa e spero di non tornare mai più.
Frida Kahlo
Non credo nella morale Non vivo di felicità Non plasmo i giardini del futuro Non bramo i quanti di serenità Spero di irrazionalizzare me stesso Spero di divagare e di smarrire il sentiero Spero di spossarmi nei vizi Spero di non incontrarmi mai nella vita.
Le ragioni delle Piogge - MORGAN
Non mi ricordo come stavo prima d'esser nato Ma il dolce bisogno di niente nel grembo Si, lo ricordo Ad ogni passo mosso, ogni cosa buona e bella Cercata perché fosse soddisfatto Il desiderio di dolcezza... E in tutto questo
il bambino è smarrito Il ragazzo è impreciso,
l'uomo è sbagliato, cos'è stato: le ragioni delle piogge, del sole, delle nevi, del vento, delle onde grosse, dei sassi, del rumore assordante e tante altre cose che io non controllo, si io non controllo Io da te voglio sentirmi come un rifugiato perché ti corro incontro fradicio e gelato..
… Bisogna essere profondamente convinti che il mondo è orripilante per essere felici per essere felici per essere felici
sabato, 05 febbraio 2005
Stasera necessito solo di un corposo bicchiere di vino e di parole che siano pronunciate con prosodia affilata e pungente. Spero di non ubriacarmi delle solite noie di persone imborghesite da se stesse.
venerdì, 04 febbraio 2005
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