Ich bin


un piccolo morfema
in un'insalata di parole,
..ancora da capire




Eupnoico



Ci fu un giudice un tempo che assiso in un antro buio decise che la primavera andava sepolta. La primavera stordita e ansiosa di lunga luce guardò al giudice incredula senza capire nulla. Così io guardo a te che giudichi i miei versi ansioso di capire senza capire nulla.

[Alda Merini]




inspiro


Alderaban
Almost Blue [ 58 ]
Baronessa
Camozzi
darkfaby
eccemarco
El miedo escénico
Il diario di Eternity
Il principe sofisticato
JONI
keziah
La Mia Luna Le mie stelle
Labbra Rosa
Neurobi
Novecento italiano
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Ma perchè..

*loading*..incongruenze




En mis ojos


www.flickr.com




Limbico



Chopin - Nocturne in c Minor


 

 



lunedì, 28 febbraio 2005
 

sabbia


Il tuo viso sfuocato
in una foto staccata dalla parete.
Al trapezio
ricettacoli di verbi
frasi
fonemi.
Li schivo a menadito
senza una rete.
La lingua più antica del mondo
va rispolverata
da due pesi e due misure
di anime miscelate
senza notifiche,
solo da sorrisi nascosti.(Da ridere in due.)
Barbàglii di screzi
tempestano
pensieri reclusi in gabbie d'avorio :
pantomimo
e millanto
per l'ilarità di uno stolto
che guarda il mio dito
pensando
di avermi concluso.


La luna ha sibilato
qualcosa...
soffi di luce
quanti di suoni
piume di vita.
Impercettibili..
Impenetrabili..
obliterati dall'aria
tra la tua bocca
e la mia, in questa stazione
tra la terra ed il sole
eliocentricamente divaricati
in un perimetro
d occhi queruli,
fissi..
scolpiti nel quarzo.
Risponderò soltanto
alla prossima mano.
Ti b.a.c.i.o.



Esegesi di _IPPOCAMPO_ ... febbraio 28, 2005 14:44 ... commenti (1)


domenica, 27 febbraio 2005
 

Frida on the Train on Route to Mexico 1937 2

Hai un sangue, un respiro.
Sei fatta di carne
di capelli di sguardi
anche tu. Terra e piante,
cielo di marzo, luce,
vibrano e ti somigliano -
il tuo riso e il tuo passo
come acque che sussultano -
la tua ruga fra gli occhi
come nubi raccolte -
il tuo tenero corpo
una zolla nel sole.

Hai un sangue, un respiro.
Vivi su questa terra.
Ne conosci i sapori
le stagioni i risvegli,
hai giocato nel sole,
hai parlato con noi.
Acqua chiara, virgulto
primaverile, terra,
germogliante silenzio,
tu hai giocato bambina
sotto un cielo diverso,
ne hai negli occhi il silenzio,
una nube, che sgorga
come polla dal fondo.
ora ridi e sussulti
sopra questo silenzio.
Dolce frutto che vivi
sotto il cielo chiaro,
che respiri e vivi
questa nostra stagione,
nel tuo chiuso silenzio
è la tua forza. Come
erba viva nell'aria
rabbrividisci e ridi,
ma tu, tu sei t.e.r.r.a.
Sei radice feroce.
Sei la terra che aspetta.

CESARE PAVESE -  21 marzo 1950

Esegesi di _IPPOCAMPO_ ... febbraio 27, 2005 14:25 ... commenti (5)
 

I vizi che straziano e oziano i sapori di vita
..dissolvono.. acciecano..
gli occhi più stupidi
di chi non sa nemmeno guardare.


Un gran bel DIA DE RESACA. 

Esegesi di _IPPOCAMPO_ ... febbraio 27, 2005 03:37 ... commenti (1)


sabato, 26 febbraio 2005
 


"Spesso il cielo si vede di notte"...
forse ti risponderei questo 
nel momento  in cui mi raccontassi 
il fegato cirrotico di vita che non va!
..poi continuerei..


" Che cosa so del destino dell'uomo?
Potrei dirvi di più a proposito dei ravanelli
"
(saggio Beckett!!)


Aggiungerei però alla Schopenhauer :
" Quello che la gente chiama comunemente
d.e.s.t.i.n.o. ,
é costituito per lo più
dalle sue stupide gesta.
"

Esegesi di _IPPOCAMPO_ ... febbraio 26, 2005 13:55 ... commenti


giovedì, 24 febbraio 2005
 



Inabissato in un giorno di sole,
stupito
disegno sulla sabbia
cifre
che l'acqua salata
cancella monotona.
Mi guardo le mani
insabbiate da te,
rifiutando risposte a mezz'aria.
Il vento
riposa sottile e stemprato
su quello che taglia di me
di quello che ero
di quello che sono.
L' acqua 
borbotta qualcosa.
Si tinge
dei colori che ho nelle vene.
Minuti di castelli di sabbia
sgretolati
dal soffio più semplice
del tuo sguardo
sfiorato dal mio.
L'odore della battigia
ricorda e lenisce
un sole che trema.
Tuona tra i pianeti
un sole che trema.
Scottante...
Urente..
L'ombra di atomi invecchiati
cala dietro le dune
a levante.
E' un mezzogiorno impettito.
E' una mezzanotte 'amarilla'.
Annienta relitti
vestiti di nero.

Esegesi di _IPPOCAMPO_ ... febbraio 24, 2005 22:26 ... commenti (5)
 

۞...Non promettere il cielo, ma dare
anche lo solo la terra.
Non impegnarsi fino alla tomba, ma dare
anche solo un istante.


Più umano quando ami,
non ripetere " ti amo ".
Quanto più penoso poi,
da quelle stesse labbra udire un vuoto suono,
menzogna,
derisione,
grossolanità,
e il mondo falsamente pieno
apparirà falsamente vuoto...
۞  


EVTUSENKO

Esegesi di _IPPOCAMPO_ ... febbraio 24, 2005 08:38 ... commenti (2)


martedì, 22 febbraio 2005
 

۞  each that we lose takes part of us;
A crescente still abides,
wich like the moon, some turbid night,
is summoned by the tides.
۞ 


۞  Tutti coloro che perdiamo,qualcosa ci tolgono;
resta ancora uno spicchio sottile,
che come luna, qualche torbida notte,
obbedirà al richiamo delle maree.
  ۞    


EMILY  DICKINSON

 

Ergo, una marea rifluisce qui, qui dove
c'è quella muraglia di pietra t.u.f.i.c.a. che sono.
Quegli spicchi di sole e di luna di cui sono fatto
risplendono al buio di luce e di ombre.
Non chiedo responsi alla marea.
Mi lascio al trasporto di acque profonde e
an-negate.

Esegesi di _IPPOCAMPO_ ... febbraio 22, 2005 21:33 ... commenti


lunedì, 21 febbraio 2005
 

 

Preghiera di uno che si è perso,
e dunque,
a dirla tutta, preghiera per me.

Signore Buon Dio,
abbiate pazienza, sono di nuovo io. 
Dunque, qui le cose vanno bene, chi più chi meno,
ci si arrangia, in pratica, si trova poi sempre il modo di cavarsela,
voi mi capite, insomma, il problema non è questo.
Il problema sarebbe un altro, se avete la pazienza di ascoltarmi.
Il problema è questa strada,
bella strada questa che corre
e scorre e soccorre,
ma non corre diritta,
come potrebbe
e nemmeno storta come saprebbe, no.
Curiosamente si disfa.
Credetemi (per una volta voi credete a me)
si disfa.
Dovendo riassumere,
se ne va un po' di qua, un po' di là,

presa da improvvisa libertà. Chissà. 
Adesso, non per sminuire,
ma dovrei spiegarvi questa cosa,
che è cosa da uomini, e non è cosa da Dio,
di quando la strada che si ha davanti si disfa
,
si perde,
si sgrana,
si eclissa,
non so se avete presente
,
ma è facile che non abbiate presente,
è una cosa da uomini,
in generale,
perdersi.
Non è roba da Voi. Bisogna che abbiate pazienza e mi lasciate spiegare.
Faccenda di un attimo.
Innanzitutto non dovete farvi fuorviare dal fatto che,
tecnicamente parlando, non si può negarlo,
questa strada che corre,
scorre,
soccorre,
sotto le ruote di questa carrozza,
effettivamente, volendo attenersi ai fatti, non si disfa affatto.
Tecnicamente parlando. 
Continua diritta,
senza esitazioni,
neanche un timido bivio,
niente.
Diritta come un fuso. Lo vedo da me. Ma il problema,
lasciatevelo dire, non sta qui. Non è di questa strada,
fatta di terra e polvere e sassi,
che stiamo parlando. La strada in questione è un'altra.
E corre non fuori, ma dentro.
Qui dentro. Non so se avete presente: la mia strada.
Ne hanno tutti una, lo saprete anche voi,
che tra l'altro,
non siete estraneo
al progetto di questa macchina che siamo,
tutti quanti,
ognuno a modo suo. Una strada dentro ce l'hanno tutti,
cosa che facilita, per lo più,
l'incombenza di questo viaggio nostro,
e solo raramente, ce lo complica.
Adesso è uno dei momenti che lo complica.
Volendo riassumere,
è quella strada,
quella dentro,
che si disfa,
si è disfatta,
benedetta,
non c'è più.
Succede,
credetemi,
succede.
E non è una cosa piacevole.
Io credo che quella vostra trovata del diluvio universale,
sia stata in effetti una trovata geniale.
Perché a voler trovare un castigo,
mi chiedo cosa sia meglio che lasciare
un povero cristo da solo in mezzo a quel mare.
Neanche una spiaggia.
Niente.
Uno scoglio.
Un relitto derelitto
. Neanche quello.
Non un segno per capire da che parte andare,
per andarci a morire. 
... So perfettamente qual è la domanda,
è la risposta che mi manca.
Corre questa carrozza,
e io non so dove.
Penso alla risposta,
e nella mia mente diventa buio.
Così questo buio io lo prendo e lo metto nelle vostre mani.
E vi chiedo Signore Buon Dio di tenerlo con voi un'ora soltanto,
tenervelo in mano quel tanto che basta
per scioglierne il nero,
per scioglierne il male che fa nella testa,
quel buio nel cuore,
quel nero, vorreste?
Potreste anche solo chinarvi,
guardarlo,
sorriderne,
aprirlo,
rubargli una luce
e lasciarlo cadere
che tanto a trovarlo ci penso poi io,
a vedere dov'è. 
Una cosa da nulla per voi,
così grande per me.
Mi ascoltate Signore Buon Dio?
Non è chiedervi tanto, è solo una preghiera,
che è un modo di scrivere il profumo dell'attesa.
Scrivete voi dove volete il sentiero che ho perduto.
Basta un segno,
qualcosa,
un graffio leggero sul vetro di questi occhi
che guardano senza vedere
,
io lo vedrò.
Scrivete sul mondo una sola parola scritta per me,
la leggerò.
Sfiorate un istante di questo silenzio
,
lo sentirò.
Non abbiate paura, io non ne ho.
E scivoli via questa preghiera con la forza delle parole,
oltre la gabbia del mondo, fino a chissà dove.
A.m.e.n.
 



ALESSANDRO BARICCO – OCEANO MARE

Esegesi di _IPPOCAMPO_ ... febbraio 21, 2005 20:29 ... commenti (4)


domenica, 20 febbraio 2005
 

Due settimane, una voce ti chiede.
Sospiro bloccando diaframma e laringe,
non un fiato si muoverà da questo corpo
se io non decido. Ripenso a un sorriso di notte.
Ma sono il giudice delle parole,
condanno il loro utilizzo da TAKE AWAY
inflazionato. Rispetto quel tempo trascorso,
ma è troppo impreciso, mero tratteggio nei bordi.
Ci vuole una mano d'azzardo per disegnare
uno stato in cui ritornare. Lo s.i.e.n.t.o.  

Esegesi di _IPPOCAMPO_ ... febbraio 20, 2005 21:40 ... commenti (1)


sabato, 19 febbraio 2005
 

LA NOTTE PASSERA'
SENZA FRETTA DI NOSTALGIA.
DOVRA' ESSERE UN TANGO
LA NOSTRA FERITA,
UNA FISARMONICA SANGUINANTE
LE NOSTRE ANIME.
SAREMO IN UNA NOTTE
TUTTO IL GIORNO.


TORNA A ME 
AMAMI SENZA LUCE
NEL NOSTRO RIFUGIO BLU
DOVE NON C'ERA SOLE PER NOI


ACCIECAMI
UCCIDI IL MIO CUORE
NEL NOSTRO RIFUGIO BLU
MI AMOR
  


Alcoba Azul
- Lila Downs

Esegesi di _IPPOCAMPO_ ... febbraio 19, 2005 18:07 ... commenti (1)
 

 

Alla fine del giro di boa
sono solo più asciutto, appena sciupato
pur sempre vicino a me stesso.
Convinto che una voce ti può risvegliare.
Convinto che la fuliggine la puoi spolverare.
Convinto che quell'a.u.r.o.r.a. rimbomba ancora sul mare.
In auto veloce
ritorno dall'aeroporto
ho scritto con luce
latrati passati.
In un pezzo d'asfalto
staccato da terra
ho frantumato(confuso)
persone di vetro.


Al risveglio non c'ero.


Ricordo un’alba
di una mattina imprecisa
d'agosto

in cui mi son perso.

Esegesi di _IPPOCAMPO_ ... febbraio 19, 2005 10:17 ... commenti (2)


venerdì, 18 febbraio 2005
 

  ۞  Mani sugl' occhi,
diventano più grandi del buio.
Settembre, Ottobre, Novembre,
Dicembre, Gennaio, F.e.b.b.r.a.i.o.
devon bastare da posto di blocco
per un ' La stonato ' che è evaso.


[ FA SBRINARE IL TUO STOMACO DA FAR MALE SAI ]

Ho lucenti armature
nuove di zecca di stige,
però la lancia ha già tranciato la maglia.
E' spezzata nell'argento.
Ho le fauci prosciugate
da aliti strozzati da orgoglio.
I ' 70 meriti al minuto '
si moltiplicano al quadrato nel mio petto.


[ QUESTO è SANGUE ! ]
[ QUESTO è SANGUE DA UNA NOTTE ! ]
[ QUESTO è SANGUE DA FOTOGRAFIA ! ]

Annebbia i sensi quel riflusso avvelenato.
Togli la mano dal mio corpo.
Hai una pistola .. e allora spara!
Sparami nel cervello fermato da te, cazzo!
Spara e sparisci nell'eternità.   ۞

Esegesi di _IPPOCAMPO_ ... febbraio 18, 2005 23:43 ... commenti (2)
 

 

La città si alza e cammina,
reclama ciò che è suo. A volte,


il mondo prende la forma degli dei
,


a volte gli dei prendono forma d’uomini,
a volte gli dei camminano sulla terra
come mortali.. e stanotte


la città si è alzata, ha camminato
,


e noi siamo o.b.s.o.l.e.t.i.…

 

J.Shirley

Esegesi di _IPPOCAMPO_ ... febbraio 18, 2005 09:13 ... commenti (5)


giovedì, 17 febbraio 2005
 

 just a kiss



Steso su un balcone guardo il porto
Sembra un cuore nero e morto
Che mi sputa una poesia
Nella quale il giorno in cui mi lancerò
E non mi prenderanno
Neanche tu mi prenderai
Io non tremo
E' solo un pò di me che se ne va
Giù nella città, dove ogni strada sa
Condurre sino a te e io no
Bye bye, bye bye, bye bye, bye bye BOMBAY
Sai Mimì che
la paura è una cicatrice
Che sigilla anche l'anima più dura
Non si può giocare con il cuore della gente
Se non sei un professionista, ma ho la cura
Io non tremo
E' solo un pò di me che se ne va
E' sporca la città,
tutto cercherà
Di condurre sino a te e io no
Bye bye, bye bye, bye bye, bye bye BOMBAY


AFTERHOURS

Oggi hai vinto tu per davvero.



Steso su un balcone guardo il porto
Sembra un cuore nero e morto
Che mi sputa una poesia
Nella quale il giorno in cui mi lancerò
E non mi prenderanno
Neanche tu mi prenderai
Io non tremo
E' solo un pò di me che se ne va
Giù nella città, dove ogni strada sa
Condurre sino a te e io no
Bye bye, bye bye, bye bye, bye bye BOMBAY
Sai Mimì che
la paura è una cicatrice
Che sigilla anche l'anima più dura
Non si può giocare con il cuore della gente
Se non sei un professionista, ma ho la cura
Io non tremo
E' solo un pò di me che se ne va
E' sporca la città,
tutto cercherà
Di condurre sino a te e io no
Bye bye, bye bye, bye bye, bye bye BOMBAY


AFTERHOURS

Oggi hai vinto tu per davvero.


Esegesi di _IPPOCAMPO_ ... febbraio 17, 2005 16:18 ... commenti (4)
 

(vere testimonianze di un informatore scientifico palermitano)

REFERTI DI PRONTO SOCCORSO:

Riferisce di aver vomitato la supposta.
Giunge cadavere. Riferisce di essere stato coinvolto in incidente stradale.
Giunge cadavere. Si invia in rianimazione.
Gravidanza a termine, Partner ignoto, La gestante minorenne è accompagnata dal padre il quale dichiara che la figlia è vergine, Ne attribuisce la causa ad uno spermatozoo vagante nel mare sporco durante i bagni della trascorsa estate.
Contusione dito pollice piede destro.

Dopo aver assunto un cannolo cominciava a sentirsi male.
Ricoverato in neurochirurgia per trauma cronico.

RICHIESTE DI VISITE SPECIALISTICHE:

Visita ortopedica: attrite
Visita dermatologica: fragilità capillare (perdita di capelli).
Visita pneumologica. Diagnosi: bronco, catarro e tosse.
Visita necrologica: epilessia.

RICETTE:

Aspirina supposte effervescenti.
Medicare con tintura d’odio.
Voltaren fiale tre compresse al giorno.
Lexotan gocce 3 gocce 20 volte al giorno.
Una supposta alla sera durante i pasti.
Una supposta per orecchio.
Euromicina pomata. (aureomicina)
Due compresse dopo i pasti preferibilmente a stomaco vuoto.
Mucosolvan cucchiaio due sciroppi al giorno.

RICHIESTE DI ESAMI RADIOGRAFICI E ANALISI CLINICHE:

Rossi Marcello: emocromo, azotemia, glicemia… Diagnosi: moglie in gravidanza.
Si richiede l’analisi di tutto il sangue.
Si richiedono tutti gli esami per tutte le malattie del mondo.
Rx diretta epatica: sospetta polmonite destra.
Signora Oddo Maria: ecografia vescica e prostata.
Si richiede Rx torace e dintorni.
Rx total body

Si richiede gruppo sanguigno e fattore RK.

I PAZIENTI:

Dottore, delle tre pillole che mi ha scritto, anziché due ne ho presa una.
Il dottore abita il questo amplesso residenziale.
Dottore, firmi il certificato per disteso.
Non è il caso di prendersela: queste sono sottilette.
Ho abolito i farinacci.
Mio marito ha la pressione bassa alta e la normale giusta.
Mio marito ha l’arancina al petto (angina pectoris).
Non c’è niente di più disumano che chiudere il padre allo sfizio.
Mi sono prenotata per fare il topless (doppler).
Ho l’ernia del discolo.
Antivirali? Vuol dire che divento impotente?
Soffro di ulcera doganale.
Ho le vene vorticose.
Ho avuto uno shock profilattico.
Dottore, mi faccia la palpitazione al seno.
La pediatrica non crede che mia figlia ha messo i primi canarini (canini).
Ho avuto un cactus cerebrale (ictus).
Il dottore dice che questo antibiotico serve per togliere i grammi postivi.
Mi sento confusa: è come se vedessi l’arco di Noè.
Il mio elettrocardiogramma era nei limiti della notte.
Lei mi ha curato benissimo la psoriasi che mi è rimasta a vita.
Dottore, sono venuto da lei perché mi hanno detto che è un esperto un questo branco.
Mio figlio ha un’erezione cutanea.
Mia figlia ha una frattura alla tibia e pedone.
Mio padre aveva il diabete merlino.
D’Angelo si scrive con l’apostolo?
Ho subito un’operazione al meniscolo.
Dottore, forse ho la gotica. (gotta)
Mia moglie ha le sogliole. (doglie)
Dottore, a quanti mesi si fa il richiamo antipolemico? (antipolio)
Ma tutte queste lenzoline non possono far male? (insuline)
Ho mangiato un fritto misto di pesce bollito.
Ho la spalla lustrata.
Dottore, qui lo dico e qui lo nego: lei è il migliore! ^_________^

Esegesi di _IPPOCAMPO_ ... febbraio 17, 2005 14:36 ... commenti (1)


mercoledì, 16 febbraio 2005
 

La presenza di pregiudizievoli certezze
nei locali del mio cranio
e la conseguente imminente
d.i.s.i.n.f.e.s.t.a.z.i.o.n.e.
impongono il divieto assoluto
di nutrire o dissetare illusioni
all'interno del cortile meningeo
o nei pressi di questo soma.


Muchas Gracias

Esegesi di _IPPOCAMPO_ ... febbraio 16, 2005 21:57 ... commenti (1)
 




Non so scrivere parole d'amore
parole reali
che reali non sono.
Credo nel fiore che esiste nel bosco del cuore.
Credo in un prato di parole annaffiate dal pianto.
Credo in un gesto timido e onesto
di una canzone stonata cantata con gl'occhi.
Vorrei supplicare i banchieri di speranze e illusioni
a concedermi un prestito di ' per sempre '
da regalare.
Li elargirei a te che mi guardi e ti chiedi,
se ho ancora i miei piedi.
Li sussurrerei al tuo orecchio
ancorato a quel secchio.
Vorrei essere un pozzo di desideri avverati,
e invece sono un sasso
piantato in un lago sabbioso.
Sei tu un corallo
ed io una spugna marina da sola.
Sei tu forse un cielo
ed io appena una riga sul mare.
Un sasso
una spugna
e una riga sul mare
son già poca cosa,
non sono capaci di amare.
Che amare non è una cosa da nulla
capirlo è uno screzio con la ragione.
Una sasso
una spugna
e una riga sul mare più aperto
son già poca cosa
rispetto agli dei di sicuro,
conoscono il valore del tempo
di un eco in un lago
di una carezza di pesci pagliaccio
e della pioggia che cade in tempesta.
Un sasso
una spugna
e una riga nel mare dei mari
hanno varcato lo spazio delle parole d'amore
hanno abbattuto la barriera del suono
e hanno capito
quanto è fragile un uomo. 
Esegesi di _IPPOCAMPO_ ... febbraio 16, 2005 00:57 ... commenti (1)


martedì, 15 febbraio 2005
 

Il Domani è già arrivato
nella sala d'aspetto
della clinica del tempo.
Una Lancetta mi ha parlato
dei secondi affastellati nella mente.
Li ha visti dalla TAC.
Senza parlarti
senza vederti
ti ho parlato
ti ho vista in quei silenzi appena usati.
Se la mia mano scivola veloce
è troppo lenta per capire
la bruma di città
e i bruchi d' aspettare.
Insegnami a parlare di petunie
delle Rose di Atacama da dipingere.
Una nota musicale
si può perdere in un rigo senza chiave.
Ibernata da pinguina
non ti chiedi se mai mi hai domandato
di quel film in mezzo al letto
di quel quadro senza chiodo
di quel sesso un po' stonato
nell'occaso della storia.
Se ti perdono di non amarmi ancora
non ti perdono di averlo fatto
a Puntaraisi
quella mousse,
una coperta
e nelle dita
quella stella.
Pungono i secondi dei ricordi.
Mi rigiro su me stesso
dove il decubito ha lasciato
questo volto e queste labbra.
Non pensare
al mio nulla in mezzo al petto
se cancello le mie storie con le dita
se ho sfumato le parole ed i pensieri.
Non pensare
che il destino non sarà
afferra con le mani la farfalla
afferra con le mani le matite colorate dei ricordi
nella mattina dell'aurora
custodiscili in un baule d'ebano africano
lì,
coperti dal calore
coperti dalle stelle senza cielo
le fate ci mischieranno,
ancora.

Esegesi di _IPPOCAMPO_ ... febbraio 15, 2005 02:03 ... commenti (5)
 

 

È una crudeltà da anatomista;
del resto, la scienza ha fatto progressi
e ci sono persone
che sanno sezionare un cuore
come un cadavere.




Gustave Flaubert
( Passione e Virtù )

Esegesi di _IPPOCAMPO_ ... febbraio 15, 2005 01:46 ... commenti (1)


sabato, 12 febbraio 2005
 

 
Esegesi di _IPPOCAMPO_ ... febbraio 12, 2005 10:56 ... commenti


venerdì, 11 febbraio 2005
 

Altro incontro.
Più diluito, ma trattenuto nelle ore.
A quel saluto ho ripensato :

Nella sua fiducia
c'era tanta innocenza che,
avrei voluto rubarle gli orecchini
per insegnarle
a diffidare degl'uomini.


G.Verga

Esegesi di _IPPOCAMPO_ ... febbraio 11, 2005 00:06 ... commenti (3)


mercoledì, 09 febbraio 2005
 

Poi, nel meato del destino…
accadono incontri come questi.
Punto.
Avrei voluto risarciti i danni per le tempie molestate.
Dovrei farmi un'assicurazione
contro il mio ermetismo inspocchiosito,
e una,
contro i sinistri d'ermeneuticità mancata,
che qualcuno non rispetta
al semaforo dei miei sguardi
in procinto di un conato.

P.L.E.A.S.E. : 

Esegesi di _IPPOCAMPO_ ... febbraio 09, 2005 20:47 ... commenti (3)


martedì, 08 febbraio 2005
 

 

MUTAZIONE, TRASFORMAZIONE, CONSAPEVOLEZZA.

Esegesi di _IPPOCAMPO_ ... febbraio 08, 2005 21:51 ... commenti (2)
 

 

Se qualcuno mi chiedesse come stai,
un punto esclamativo attorcigliato
deflagrerebbe in un silenzio.
Solo il punto di restare su quel punto,
spargerebbe i semini imbarazzati
di un altrove desolato.
Ex abrupto contesterei
col sorriso al piombo come schermo
per non contrarre borghesismi sulla lingua.

 
La clerance d’idiozie,
è in provetta
sul comodino con i ferri.
Mi centrifugo la sera,
scrollando frustoli
all’essenza di vaniglia.
È un odore paravento,
vomitato sullo stroma
di parole schizzate fuori dalla bocca.
Stasera non d.i.m.e.n.t.i.c.o.
un bel bagno ossigenato.
Ustiono i ghirigori impregnati di quel nulla.

Se tu leggessi queste righe,
penseresti ad uno stomaco ulcerato
ingozzato di nervosismi troppo caustici.
Sapresti incontrare una cura dottoressa Esse Punto?
Attendo la ricetta,
al solito indirizzo che ho cambiato.

Esegesi di _IPPOCAMPO_ ... febbraio 08, 2005 15:07 ... commenti (1)


lunedì, 07 febbraio 2005
 

 

RATIO

 

Un eccesso di zelo

imbriglia

incarcera

incatena

come una tela di ragnatela.

Esegesi di _IPPOCAMPO_ ... febbraio 07, 2005 22:29 ... commenti (2)


domenica, 06 febbraio 2005
 

   

Spero che la dipartita sia gioiosa

e spero di non tornare mai più.

 

Frida Kahlo


Esegesi di _IPPOCAMPO_ ... febbraio 06, 2005 22:37 ... commenti (2)
 

Non credo nella morale
Non vivo di felicità
Non plasmo i giardini del futuro
Non bramo i quanti di serenità

Spero di irrazionalizzare me stesso
Spero di divagare e di smarrire il sentiero
Spero di  spossarmi nei vizi
Spero di non incontrarmi mai nella vita.



Le ragioni delle Piogge - MORGAN

 

 

Non mi ricordo come stavo prima d'esser nato
Ma il dolce bisogno di niente nel grembo
Si, lo ricordo
Ad ogni passo mosso, ogni cosa buona e bella
Cercata perché fosse soddisfatto
Il desiderio di dolcezza...
E in tutto questo


il bambino è smarrito
Il ragazzo è impreciso,


l'uomo è sbagliato,
cos'è stato:
le ragioni delle piogge, del sole, delle nevi,
del vento, delle onde grosse, dei sassi,
del rumore assordante e tante altre cose
che io non controllo, si io non controllo
Io da te voglio sentirmi come un rifugiato
perché ti corro incontro fradicio e gelato..

 

Bisogna essere profondamente convinti che il
mondo è orripilante
per essere felici
per essere felici
per essere felici







Esegesi di _IPPOCAMPO_ ... febbraio 06, 2005 14:28 ... commenti (1)


sabato, 05 febbraio 2005
 

 

Stasera necessito

solo di un corposo bicchiere di vino

e di parole che siano pronunciate

con prosodia affilata e pungente.

Spero di non ubriacarmi delle solite noie

di persone imborghesite da se stesse.

Esegesi di _IPPOCAMPO_ ... febbraio 05, 2005 21:34 ... commenti (4)


venerdì, 04 febbraio 2005