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sabato, 30 luglio 2005
Ho nella mia moleskine, almeno 14 punti da sbrigare prima di partire. e la noia di depennarli diventa sempre più esponenziale. IO, vado a mare. LORO [ i 14 ] aspetteranno lunedì. se avrò tempo. intanto, tovaglia, crema protettiva [ ancora troppo bianco ] costume, libro di Sacks da finire, e vado a tuffarmi.
mi devo inumidire di Sicilia. ogni insenatura o interstizio dei miei pensieri. d.e.c.i.s.o.
mercoledì, 27 luglio 2005
Quello che racconto è il frutto dei nostri muti _sguardi _ciechi. scavano " quel vuoto in mezzo al petto ". Riscriverò Parlerò. a te. lo farò coi denti levigati sulla lingua. bianchi. con mani nere di spezie e terre. d' Africa. Sognerò di eviscerare le paure a pugni aperti toccandomi il ginocchio come nervoso, plegico nello scoprire un fianco. Aprirò le pause in quattro quarti in silenzi più convulsi. Sulle scale, seduto, fermo ad aspettare.. ti ho sbagliata, truffata con la bocca con il sale. sbagliata quella virgola due punti. discorso diretto. punto esclamativo. punto di domanda. e poi punto. punto. punto. iperboreo. " fa scoppiare le tue biglie ". tutte quante, sai? Sunzionarti. Emulsionare. TE. da tutte le parentesi. e discorsi a metà strada. Ho tra le mani l' indirizzo della porta dell' istinto. È d'ebano. i.n.t.a.r.s.i. nelle vene ligniformi di agnosie sui tacchi di un ricordo. sta_ccate da terra. Ho tra le mani anche una nota a piè di pagina. nemmeno segnalata. parla di un errore. di non aver cambiato l'etichetta alle tue cose. I miei progetti ed i tuoi cicli. li ho ammucchiati in un quaderno con graffiti foto, e pastelli colorati. Li ho dipinti. li ho lasciati lì con Keith Haring che mi piace. Lì li ho fatti d'inchiostro e carta. come appunti da ridare. sono lì. sullo scaffale. come me. accostato. assiso. in una mano che non ---- scrive ----
martedì, 26 luglio 2005
Adesso si da appuntamento al sole. meno di una settimana di tempo. vasodilato la tensione. la mollo per più di un mesetto. La Sicilia chiama. S. Vito, Siculiana. sono a portata di macchina. e poi si cambia stato. Riattivo qualche ormone devoluto alle cause universitarie. Esco. Esco. Esco.
domenica, 24 luglio 2005
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Sono me stesso. Sono diverso. Sono ciò che amo, ciò che odio. Cerco qualcosa che non ha identità, rincorro sogni, cerco certezze, rincorro speranze. Sono me stesso, la mia vita, la mia morte. Coraggio, forza di volontà, tristezza, depressione. Sono ciò che non cambierà mai, sono ciò che non si può cambiare.
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giovedì, 21 luglio 2005

Lei la conosco da 10 anni ormai. scuole diverse. università diverse. unici insieme. Barcellona, la Sila, Scopello, Mazara, Marsala Golpe, Blow Up, Placita, la torre, tequila, feste del sism, capodanni, ubriacature, botellòn, sex on the beach, Austin Powers, Kandelai, Malox [ cla ] , giocate [ vince sempre ], Zina, Szymborska, y tu mama también, Amnesty ed Emergency [ !! ], camino e le forme del fuoco, [ le banane bruciano? ], canotto e cigno mondello, prostitutio, G.O.C., 4 orecchie solo uno funzionare, Rum e Pera, le borse in nanometri, sorrisi, ritardi ritardi ritardi. sincroni ai miei. TUTTI. Lei oggi si è laureata. [ arrivando in ritardo ] Lei forse lo leggerà qui. o no. che era b.e.l.l.i.s.s.i.m.a. 110 lode, e ci chiediamo ancora se la menzione ci sia o no. causa: commisione ubriaca. di se. Lei la vorrò accanto per la mia + C.. effetto distraente sulla commissione. ammutolita. quando le domande arrivano solo sulle immagini della tua tesi, puoi essere sicuro o che non l'hanno neanche aperta. o che non sappiano neanche di cosa TU stia blaterando. In questo caso. aggiungo che una buona dose di fascino ha riempito i vuoti d'aria alla vista di una bella ragazza che si laurea in Astrofisica. Ancora auguri DOTTORESSA MAGISTER! [ anche qui ]
La supernova è schiattata! si. si.
.. Seduto o non seduto, faccio sempre la mia parte, con l'anima in riserva e il cuore che non parte...
Se tu fossi di ghiaccio ed io fossi di neve, che freddo amore mio, pensaci bene a far l'amore. È giusto quel che dici ma i tuoi calci fanno male, io non ti invidio niente, non ho niente di speciale. Ma se i tuoi occhi fossero ciliege io non ci troverei niente da dire. E non c'è niente da capire.
È troppo tempo amore che noi giochiamo a scacchi, mi dicono che stai vincendo e ridono da matti, ma io non lo sapevo che era una partita, posso dartela vinta e tenermi la mia vita. Però se un giorno tornerai da queste parti, riportami i miei occhi e il tuo fucile. E non c'è niente da capire.
F. DE GREGORI
lunedì, 18 luglio 2005
Anabolizzo qualche pezzo, partorito chissà poi da dove. e poi clivato. Metà sogno di mezza estate. Sono le ultime mani. poi chiudo la partita, fino a settembre. Gli ultimi sgoccioli. Lunari. La notte è piena. Il tempo in un barattolo. E lo spazio in un biglietto. d' aereo. Stare sopra le n.u.v.o.l.e. ecco. cosa voglio fare. Disteso sulla spiaggia di notte. Mi doccio, e prendo le chiavi. Oggi si fa. Oggi. Ora.
domenica, 17 luglio 2005
Nel letto che occupiamo il tuo corpo si semplifica Sesso liquido universo di linfa Lega dei fiotti che son corpi Interi completi dalla nuca ai talloni Grappolo senza pelle grappolo madre in travaglio Grappolo servile e lucente di sangue Tra i seni le natiche e le cosce Che s' impone nell' orizzonte del letto Senza una spugna che assorba la notte E senza sonno per imitare la morte.
Colpire la donna mostro di saggezza Incatenare l'uomo a forza di pazienza Una doccia sulla donna per spegnere l'uomo Contraffare tutto per tutto indurre Tanto vale sognare d' essere cieco e solo.
Non ho coraggio che nella mia fronte dolente.
Nel pomeriggio attendevamo l'uragano Scoppiava mentre cadeva la notte E le api saccheggiavano l'arnia Poi con le nostre mani tremanti maldestre Accendevamo per abitudine un fuoco La notte ruotava intorno alla sua pupilla E noi per vederci dicevamo t' amo.
Il tempo colmato la lingua al terzo profumo Si tratteneva all' orlo di ogni bocca Come un morente sull' orla della salute Giocare godere non erano più uniti Dal suolo raso terra un corpo saliva L'ordine vinceva e il desiderio pesava Al ramo maestro non piaceva più il vento
Par la faute d'un corps sourd Par la faute d'un corps mort D'un corps injuste et dément.
PAUL ELUARD - Poiché si deve [ Corps mémorable ]
sabato, 16 luglio 2005
[ Il viceré di Sicilia infettato dalla peste davanti al pittore ]
” 7 maggio 1624 giorno maledetto. in cui un vascello infetto ha attraccato al porto di Palermo. Un regno governato da Maometto Catalano... era carico di passeggeri. mercanzie. tappeti. e doni del re di Tunisi. Per il serenissimo viceré di Sicilia che poi sarei io. Emanuele Filiberto di Savoia. illustrissimo sovrano. Io vorrei bere l'acqua, che ha portato la peste! Dare un sollievo. Dimenticare tutto. I primi casi alla fiera .. nel vicolo di Cefalara. Alla kalsa uno schiavo, ha portato in casa della merce infetta ed è morto. Dopo di lui sono morti i familiari, i parenti..
..Quando il buio della notte sorgerà, una nuova oscurità calerà sulla città e la sua gente. Dove sono i colori brillanti del pittore? Dov'è il blu del mare? l' azzurro del cielo? il verde dei prati.. il giallo del sole! il bianco nitido delle nuvole.. e l'argento vivo dei pesci. dov'è la città? dove. la sua vita! Ci attende un giorno vivido. Un futuro senza respiro. Scalzi, camminiamo verso il destino che il signore ha dichiarato per noi.
Soldati. Volontari. Eletti deputati di quartiere. Seppelliscono i cadaveri e bruciano roba infetta. Si numerano le case con cifre in rosso. Si nominano custodi che tengono il registro di chi va e chi viene. Conti di chi Dio chiama a se e di chi decide di dare al mondo. I sacerdoti somministrano i sacramenti.. eppure il male si trasforma incuriosito minaccioso devastante a giugno muoiono in 300 a luglio in 700 ad agosto in 2000 i forestieri che fuggono portano una benda bianca al petto e il bollettino bianco in mano che li dichiara sospetti e li obbliga alla quarantena nelle proprie terre.
[ Palermo era divisa tra sospetti e infetti ]
questa corazza mi toglie il respiro! mi stronca le gambe, mi spezza la voglia di esistere.. io vorrei un po’ di ghiaccio sulle tempie e sui polsi. io vorrei un po’ delle nostre piogge del nord. Starmene immobile, sotto quell' acqua, lavarmi i peccati. e non asciugarmi più. Io vorrei sparire nella terra, come un seme. S.c.i.o.g.l.i.e.r.m.i. tra le zolle. allungare nuove radici e germogliare. Vorrei diventare un albero chino sull'acqua del fiume. E’ ancora qui, impresso nella mia mente, il fiume Po che attraversava la mia città. Dolce il ricordo quieto prima di Palermo. Ultimo approdo. Prima del mediterraneo, ricordo di galere, impregnate di sale. Prima della Spagna soffio di polvere macchiato dal sangue dei tori. Manca l'aria! Avete già dipinto i miei occhi? Devo chiuderli adesso. Bruciano. E’ da tanto che sono secchi. Devo ammassare la spada. Andarmene. Avete già dipinto tutto. vero? “
IERI NOTTE "LA SANTUZZA" PER LE STRADE DELLA MIA CITTA’. PALAZZO DEI NORMANNI IN UN TRIONFO DI COREOGRAFIE E LUCI E SUONI E DANZE E MUSICHE E FUOCHI E SILENZI. PER RICORDARE LA PESTE, PER RICORDARE LA SANTA. LA GENTE ERA DIVENTATA UNA FIUMANA. MANCAVO DA QUASI 10 ANNI ALL’EVENTO CHIAVE DELLA MIA PANORMUS. IMBEVUTA DI CULTURA ARABA NORMANNA FRANCESE E SPAGNOLA… LA CATTEDRALE ILLUMINATA DA TORCE E FIACCOLE. LA LUCE COMPENETRA LA MATERIA. LA PIETRA TUFICA. LA TORRE. L’ARCO. LA CALCA DI PERSONE ERA EPILETTICA. MA SOPPORTABILE, PER L’IMPORATANZA DELLA STORIA E PER IL PIACERE DELLA COMPAGNIA. SENTIRSI PARTE , PARTE DI UN DIPINTO PANORMITANO.
giovedì, 14 luglio 2005

Solo per oggi. Solo per quella sabbia. Solo per questa canzone. Solo per una tovaglia. Solo perché corrode. Solo per fare l'amore. Solo per una pietra. bianca. Solo per un disegno dipinto. ad olio. Solo perché non si sa. Solo per paura. Solo per una barca, che punta la luce. Solo per la luna più rossa. e le stelle. Solo per rifarlo. rifarlo. rifarlo. Solo per non perdere.. il tempo. Solo per ricordo. non rimpianto. Solo perché ho fame d'aria. Solo per sbagliare. ancora. Solo per una bocca che scivola sulla schiena. Solo per il verde del mare. di notte. Solo per 2 occhi queruli. scolpiti nel quarzo. Solo per me e per.. per...per.. per un 14 luglio. Solo per oggi. Tolgo Tiersen. Carmen, ha parole che io non ho.. ma che ho sentito. f.l.u.t.t.u.a.n.t.i.
martedì, 12 luglio 2005
...<< E questo che cos'è? >> chiesi sollevando un guanto.
<< Posso esaminarlo? >> disse.
Me lo prese di mano e si mise a studiarlo
come aveva fatto con le forme geometriche.
<< Una superficie continua, >> annunciò infine
<< avvolta su se stessa. Dotata ... >> esitò
<< di cinque estensioni cave, se così si può dire >>.
<< Sì >> dissi cautamente.
<< Lei mi ha fatto una descrizione.
ora mi dica cos'è >>.
<< Un qualche contenitore? >>.
<< Sì, >> dissi << e che cosa potrebbe contenere? >>.
<< Potrebbe contenere il suo contenuto! >> disse
il Dottor P. con una risata. << Ci sono varie possibilità.
Potrebbe essere un portamonete, per esempio,
per monete di cinque valori diversi. Oppure... >>
Interruppi quel folle flusso di parole.
<< Non ha un aspetto familiare?
Non crede che potrebbe contenere, fasciare
una parte del suo corpo? >>. ..
Nessun bambino saprebbe vedere e descrivere
<< una superficie continua, avvolta su se stessa >>,
ma non c'è bambino, anche molto piccolo, che non
riconoscerebbe immediatamente un guanto..
..In seguito se lo infilò per caso: << Dio mio! >> esclamò.
<< E' un guanto! >>. La cosa ricordava Lanuti, un paziente
di Kurt Goldstein, che riusciva a riconoscere gli oggetti
so se cercava di usarli al loro scopo. ...
OLIVER SACKS - L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello
Folgorato
dal libro
dal Dottor P.
mi disattivo. un istante.
solo uno.
domenica, 10 luglio 2005
Dai difformi tiri diagonali con cui siamo abituati a valutare
punti di vista razionali o fantastici, puerili o maturi, c'è quell' elemento chimico allocato in una piccola amigdala che comunica con un giro ippocampico e che ricorda e sente più di quanto un cuore istrionico sia in grado di fare. La fantasia di una gru di pensieri in piena attività. caleidoscopici. si muovono. nelle nostre vite. consolidano sentimenti e memoria. Plumbei i diverbi con le coscienze interiori. che voglio far tacere, ogni tanto. è come parlare parlare parlare e infine tacere. basta solo un accordo.. suonato da un organo. sinaptato per sbaglio. anche tourettico
e tutto il mondo può cambiare fisionomia. un tic incosciente che sbilanci il controllo. senza quell' aria di un " io aropelidolico " ..sperimentando una sindrome di cupido.. Apollineo e Dionisiaco.
A.p.o.l.l.i.n.e.o. e D.i.o.n.i.s.i.a.c.o.

giovedì, 07 luglio 2005
Per un attimo il sangue si è fermato.
immobile. statico. coagulando ipotesi.
aspettando quella
_chiamata. un messaggio.
Scappo via, perché la zona è la tua
precisa. dove lavori. dove vivi. la linea
quella. la fermata la stessa che mi
hai insegnato in queste 2 volte
che ci siamo visti da te. novembre e maggio.
e la paura ha spento ogni controllo.
lascio tutto. l'ansia diviene logaritmica.
macchina. tv. e-mail.. e quella
bustina che mi salva dal panico.
" sto bene ".. distendo il respiro.
Le lacrime dello sgomento facevano a pugni
con la possibilità di capire bene gli eventi.
Tutto era preciso. tu sei attenta.
lo so che lo sei. e so che sai
cosa sia Londra. la conosci bene.
adesso i conti ugualmente
con la disgrazia.
mute le parole si a.f.f.o.l.l.a.n.o.
e non chiedono..no.. non chiedono
stanno zitte.. assorte nella dignità
che rigetta ogni fanatismo.

Brindo alla poesia di Nazim,
intagliata come una cornice
in un quadro..
martedì, 05 luglio 2005
Certifico che l’idoneità psicofisica di questo blog al momento presenta qualche deficit, qualche “a privativa” , di cui non conosco bene l’etiologia. Il fattore tempo diviene ricorrente. petulante. ma presente. I miei sensi non sono d.i.s.i.n.c.a.r.n.a.t.i., sono lievemente messi come un quadro di Pollock. Tante isole gialle.

sabato, 02 luglio 2005
Scorrere, scivolare come una ruota sull'asfalto. torrido. scivolare silente. svuotare l’inerzia riempire l’attesa. ruotare veloce ai chilometri orari che voglio. non un limite. non un cartello. non un casello che mi segnali l'ingresso o il cambio di area.. _correre_correre_correre_ nelle orecchie la noye di Tiersen inondante in rabdosuccessione di scosse telluriche ritmiche note fisarmoniche appese, dentro le orecchie. sospir_o in questo solstizio per acuità che in questo momento non mi è dato discriminare.. chissà aspetto 2 lune.
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