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venerdì, 30 dicembre 2005
se poi ci fosse uno scolamento , di tutte le tossine accumulate. tossine fisiche, fatte verbo, parola, e che non siano scivolate come al solito. quelle incastrate. per l'appunto nel peritoneo. e che la notte sento in piena flogosi di rabbie spezzate a metà strada e non risanate. invisibili toccarmi. se poi non sapessi cosa significa
" la costruzione di un amore spezza le vene nelle mani mescola il sangue col sudore se te ne rimane... "
Il 31 penserò a " las Campanadas " prima di mezzanotte, e quei 12 chicchi d'uva da mangiare coi 12 rintocchi..
Il 31 penserò a al blu Danubio blu nei quindici minuti successivi a un brindisi con gli occhi, ad i tuoi passi che come un valzer lasceranno le tue orme dentro al petto. e da qui non le vedrò. non per ora. non adesso.
ci si rileggerà nel 2006. spirito inebriato. spero. da qui. spero che non confondiate troppo questo anno.
domenica, 25 dicembre 2005
solo. dategli il senso che avete. gli auguri miei. li poggio qui. per chi voglia prenderseli. e per chi so che li ha sentiti gridati. comunque. manchi. come ieri. in tutto quello che sapevi dirmi in questo giorno.
giovedì, 22 dicembre 2005

non chiedevo mica quella strada. e tu lo sapevi. dall' inizio. ho chiarito che non volevo. ho dipanato agosto e dicembre ai tuoi occhi. e sei grande per capire. io ruscello. tu fiume impazzito. io qualche volta cascata. tu rapide da rafting estremo. ma solo nella rapidità dei contatti. mentali. corporali. semplici. gesti. l' interesse, il mio può nascere da diversi mosaici di vita. ma sono interessi preziosi. che non mischio con delinquente facilità. io metto il primo tassello. e cesello solo il percorso. cosciente che ci sono sfondi e rilievi. diversi. ma investo energie. spendo con mani bucate il tempo se ne ho. a prescindere dalla razionalità. solo per una piccola luce. perché so che qui, certe volte si è veramente al buio. e quando si trova un barbaglio, le complicazioni sono impreviste. bene accette. ma impreviste. il resto diventa pura cascata per me. e se ti trovi in un acquario e ti piace scoprire perché ci sei finita. io non sto qua ad illustrarti neanche perché sei pesce. perché puoi sempre lasciarti esplodere dentro. l' epicentro cercalo subdurale. io non sono un sismografo dei sentimenti inesplosi. e non so nemmeno dove cercare i miei. cerco solo un ascolto fluido. lieve. perché non so contenermi. e se travolgo. ho sempre sperato. di non trovare contenitori. ma un contenuto che travolgesse anche me.
mercoledì, 21 dicembre 2005
Perché tu non sai quello che passa nella mente di un uomo. Raccolto in un momento, disfatto e consunto.. con tutto quello che ha stigmatizzato dentro una biglia più segreta. G.i.r.a.n.d.o.l.e. i sentimenti. dietro quello che una lega speciale di paure costituisce armatura. Lenta, adesso, farsi atomo disciolto. Polvere sotto una mano di vernice, si spinge, nell' intercapedine tra presente e ricordi. Accorciare i mesi dentro a un sogno. Dispnoico aprire gl' occhi col sapore amaro dell' attesa. dentro un Tic - Tac Tic - Tac Tic - Tac che s' avanza. aspettano. come in fila. le mani... in un delirio nella tasca.
sabato, 17 dicembre 2005
Riflettendo sui fatti, sui modi e sui tempi c'è da finire matti a pensare che un attimo solo bastò adesso lo so. E non è che rimpianga, nemmeno una volta e non è la coscienza che brucia, è l'assenza che il buio portò e che un giorno riavrò…. Ma tornando al presente, c'è un rumore costante una nota stridente che ancora la mente scordare non può. E' il regalo che ho avuto, da quel giorno per me il mondo è muto e non chiedo un aiuto, anzi evito meglio di dire di no a chi cerca in quello che so.
Non c'era nemmeno un segnale o il tempo di avere terrore soltanto l'odore bruciato di plastica e un cielo che ha cambiato colore e la luce che cambia, che cresce, che esplode e la rabbia che sale e col sangue corrode e intanto intuire, o perfino sapere che niente e nessuno potrà mai spiegarmi perché.
D. S.
giovedì, 15 dicembre 2005
Potrei... per una volta. Partire conferma. dire G.r.a.z.i.e. libero. non apografo. interocettivo. Mondiglia disciolta a mondata. tabula rasa. foglio di carta. ricettacolo di pandemonie di mani. sbilanciato per vertigini vestibolari. impazzite. in rabdosuccessione di memorie. torbido.. solo nel tempo. Rosso porpora. Azteco. tra parete e endoteli. fino all'intima di cui non vedo la soglia. di cui non percepisco pericolo di trombi. inaspettati o voluti. li disciolgo in principio. il meccanismo è endogeno. non circadiano. ma vegetativo. é da troppo che non mi è rimasta una sola parola. mi sento solo dei tasti. e un pentagramma che non conosce chiavi di violino. che sente solo dei suoni. senza che ci sia nota. disegnata. appuntata... nell'aria. ve lo immaginereste? sentire canzoni legate ai ricordi. In mezzo al silenzio. eppure c'è musica da "epilessia musicale". temporale e limbico il pacchetto completo. di tutta questa " fisarmonica sanguinante di anime "...
io non ho una cura. io non cerco. la cura...
martedì, 13 dicembre 2005
anche se stessi con le mani giunte. come in preghiera. parziale. o totale. di chi lo sa fare. perchè io non lo so. non ti capirei lo stesso. e non capirei i riverberi. e le scissioni. oniriche. che accavallano le gambe la notte. insinuanti.
" TRA BENE E MALE HO GIÀ DECISO "
domenica, 11 dicembre 2005
C. tu hai avuto la parte più innocente di me. quella che non sapeva parlare. e sapeva cantare. in motorino. lungo il mare. per le strade del centro. non c'erano alibi. e non c' erano paure. eri bellissima. e ora lo sei ancora di più. sei turchese. all' interno delle mie stanze. che ho adornato di amicizia dal primo amore.
E. tu mi hai operato a cuore aperto. hai spezzato un legame. come si spezzano in mille pezzi le foglie. che spezzavi quando eri nervosa. i tuoi foglicidi. e la mia presa di coscienza. tu che mentivi. per comodità. e le mie rose lasciate dietro la porta. mute. ad aspettarti. senza ricevere. ascoltando. in silenzio. tutto quello che finiva nel tempo di un bacio. ti ho rivista. e non sei cambiata affatto. se non di fronte alla retina. mia.
C. tu mi hai stravolto e rivoltato come un calzino. ai dato voci suoni e colori alle mie incoscienze. hai scarbocchiato a dovere le mie reticenze. mi hai asciugato da dentro le lacrime e mi hai sbottonato gli indugi. rivivi sempre tra la tequila e le mie giornate più sbronze. e sorrido. ogni volta che ti guardo... e penso a tutti i posti più assurdi in cui hai battuto il mio raziocinio. tu sei il viola amaranto e tutti quegli specchetti più etnici che ho desiderato coi baci. sei sensuale. come sa esserlo la Sicilia sul mare.
V. tu eri perfetta. tu mi hai dato una lingua. mi hai dato dei sogni. e mi hai sommerso di risa. tu sei un tornado gallego. " yo he sido un extranjero hasta en tu proprio paìs ". tu sei la Spagna. con tutte le voci e i cieli della via lattea. il tuo è davvero un campo stellato. e mi hai amato senza pensarti nemmeno un minuto. e sei anche Roma. Napoli. Taormina. e Sicilia. sei Barcelona. sei l' hospital del mar.. sei Almodovar.. sei un posto qui. che avrò bisogno di rivedere. scattare un foto. da casa Milà.. una foto che sia rossa. al sapore di Pulpo gallego e cachelos.
C. tu eri l'amore. sbagliato e complesso. tu eri il motivo del blog. abbiamo imparato tantissimo insieme. tu eri i tutti i miei luoghi dove ho imparato cosa vuol dire fare l'amore. tu mi hai sbagliato e contorto. tu mi hai salvato e affossato. tu mi hai amato ed io ti ho amata. ma ci siamo persi in Polonia. o ci siamo persi in un cimitero. dentro ad un ospedale. non so. ma io ti ho persa. e tu mi hai perso. e questo non cambia. adesso è la vita per me. era tutto sbagliato. con tutta la passione più bella che io abbia mai conosciuto. ti ho lasciata andare. nel tuo verde. che era il colore. dei miei di occhi.
E. tu sei il suono di un flauto traverso. dici di essere marrone. e per me sei un verde oltre mare. tu sei straniera. e sei nata nella patria di Schiele. tu sei con me. a Valladolid mentre canto. a Santander su una spiaggia. a Oporto in un sms. a Madrid su una panchina del Prado. sei a Palermo dentro un bisbiglio. e sei a Londra in tutto quello che ho visto. sei il magnete e gli spilli. sei agosto che parla, marzo che aspetta e dicembre che passa. dinoccolta. muovi verso di me. elegante. e sensuale. recidi il mio fiato e spezzi il mio orgoglio. tu sei un bicchiere di vino... ed io credo... che sono completamente ubriaco.
giovedì, 08 dicembre 2005
Avevo bisogno di due occhi in grado di sbucciarmi. ogni strato di pelle. resecato e non ricucito. lenito attraverso i tuoi. di occhi. S.o.s.p.e.s.i sul London Eye. L' occhio più grande in grado di contenerci. 80 90 120 metri di volo... poi... la picchiata sul tempo. Lastricato, in dormiveglia. svegliandomi sognando , soltanto dopo. La sensazione è epicritica. La via è lemniscale. è quella dei sensi precisi. che è più abituata alla nebbia che al mare. Le corrispondenze dei corpi sono pure. sono specchi d'innesti di anime. sono frequenze di spazi. sono abisso. sono silenzio. sono p.r.o.f.a.n.a.n.t.i. sono. me. che riapro i miei occhi glabri. impudichi. furiosi di capire all'alba di Londra. che tu tra poco partirai. lasciando troppi puntini.... di sospensione... non suturati. qui rimane tutto sospeso... sull' acqua del Tamigi.

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