Ich bin


un piccolo morfema
in un'insalata di parole,
..ancora da capire




Eupnoico



Ci fu un giudice un tempo che assiso in un antro buio decise che la primavera andava sepolta. La primavera stordita e ansiosa di lunga luce guardò al giudice incredula senza capire nulla. Così io guardo a te che giudichi i miei versi ansioso di capire senza capire nulla.

[Alda Merini]




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Ma perchè..

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Limbico



Chopin - Nocturne in c Minor


 

 



domenica, 29 gennaio 2006
 

" ..Parigi è solamente il forcipe ostestrico che strappa dall' utero l' embrione vivo
e lo mette nell' incubatrice. Parigi è la culla della nascite artificiali. Ninnato nella culla
ciascuno riscivola indietro al proprio humus : uno si risogna a Berlino, a New York,  a Chicago
a Vienna, a Minsk. Vienna non è mai tanto Vienna come Parigi. Ogni cosa si innalza sino all' apoteosi.
La culla perde i suoi piccoli e altri prendono il loro posto. Qui si legge sui muri dove hanno abitato
Balzac e Zola e Dante e Strindberg e tutti quelli che son stati qualcuno. Tutti, prima o poi,
hanno abitato qui. Ma morire, qui non muore mai nessuno, qui.. "
 

                                                                                                                 
H. Miller

cheri... dietro una cioccolata con polevere di cocco,
eravamo belissimi. così ci han detto.





strange hours


Esegesi di _IPPOCAMPO_ ... gennaio 29, 2006 22:57 ... commenti (5)


venerdì, 27 gennaio 2006
 


Inchiodato in un ampasse ... da circolo collaterale di ripiego.
E non ha un senso , proprio adesso.
E' leggersi da destra verso sinistra che slarga il significato alle parole.
L' asola si fa più piccola o stretta, e sbottono feti di sentimento.
che minacciano l'aborto , che sapevo dapprincipio extra-cardiaci.
il locus è non-self. Il pinzettamento riduce la perdita..
il raschiamento non si fa ora, giorno, settimana, solo mese.
Impercettibile al tatto..
Imperscrutabile alla vista...
l' agnosia si fa tonale. anche.
è solo olfattivo. quello che rimane.
lieve. olfattivo. fragrante. solo questo.
solo questo. lo so.

 

Esegesi di _IPPOCAMPO_ ... gennaio 27, 2006 11:55 ... commenti (3)


mercoledì, 25 gennaio 2006
 



sombras


La costruzione di un amore
spezza le vene delle mani
mescola il sangue col sudore
se te ne rimane

La costruzione di un amore
non ripaga del dolore
è come un' altare di sabbia
in riva al mare

La costruzione del mio amore
mi piace guardarla salire
come un grattacielo di cento piani
o come un girasole

Ed io ci metto l'esperienza
come su un albero di Natale
come un regalo ad una sposa
un qualcosa che sta lí
e che non fa male

E ad ogni piano c'è un sorriso
per ogni inverno da passare
ad ogni piano un Paradiso
da consumare


Dietro una porta un po' d'amore
per quando non ci sarà tempo di fare l'amore
per quando vorrai buttare via
la mia sola fotografia

E intanto guardo questo amore
che si fa piú vicino al cielo
come se dopo tanto amore
bastasse ancora il cielo

E sono qui
e mi meraviglia
tanto da mordermi le braccia,
ma no, son proprio io
lo specchio ha la mia faccia

Sono io che guardo questo amore
che si fa più vicino al cielo
come se dopo l'orizzonte
ci fosse ancora cielo

E tutto ció mi meraviglia
tanto che se finisse adesso
lo so io chiederei
che mi crollasse addosso

E la fortuna di un amore
come lo so che può cambiare
dopo si dice l'ho fatto per fare
ma era per non morire

Si dice che bello tornare alla vita
che mi era sembrata finita
che bello tornare a vedere
e quel che è peggio è che è tutto vero
perché

La costruzione di un amore
spezza le vene delle mani
mescola il sangue col sudore
se te ne rimane

La costruzione di un amore
non ripaga del dolore
è come un' altare di sabbia
in riva al mare

E intanto guardo questo amore
che si fa piú vicino al cielo
come se dopo tanto amore
bastasse ancora il cielo

E sono qui
e mi meraviglia
tanto da mordermi le braccia,
ma no, son proprio io
lo specchio ha la mia faccia

Sono io che guardo questo amore
che si fa grande come il cielo
come se dopo l'orizzonte
ci fosse ancora cielo

E tutto ció mi meraviglia
tanto che se finisse adesso
lo so io chiederei
che mi crollasse addosso

Sì.

I.FOSSATI


Esegesi di _IPPOCAMPO_ ... gennaio 25, 2006 01:48 ... commenti (9)


venerdì, 20 gennaio 2006
 

sono le inferenze. come questa. questa volta. come altre.
che mi lasciano in aporia di sensi.
senza svincoli. e ci sono paesi che visiterei.
mi fermerei per più di un meridiano di greenwich.
mi fermerei in un tempo di quarzo.
se mi venisse. non dico chiesto.
quanto meno tratteggiato.
anche sulla sabbia.
senza lividi stavolta.sulle dita.
e senza cuori astenici
nel polso. sottile sottile.
fuori forma le parole adesso.
fuori forma dentro me.
non le trovo. devo farle britanniche.
e questo lo detesto.
questo mi c.o.n.f.o.n.d.e.



Esegesi di _IPPOCAMPO_ ... gennaio 20, 2006 20:53 ... commenti (2)


martedì, 17 gennaio 2006
 


Maybe you' re right.
and my feelings wrong.
Maybe the Themes is a lie... in my mind..
and maybe I yearn to believe in it.
Maybe Schiele is a slimy expression
I've fed on my irises... and maybe now.. it's done.
and it's still brooding over against me.
against my same words. I turn away myself.
Maybe I learnt it in
Madrid ,.. or in a flat in London ..
that for what you are searching for
and reaching maybe
there's a gap, in the same side..
in which what you really need,
should be turned over  and changed
in awakenings
of what you really want.
still remaining splitted..
hardly.... me.
barely. you.


hardly me
Esegesi di _IPPOCAMPO_ ... gennaio 17, 2006 00:54 ... commenti (6)


giovedì, 12 gennaio 2006
 

Pendolo attraverso. A.r.i.t.m.i.c.o.
Come di notte... e l' apnea da sonno lascia senza respiro.
il cuore si fa batteria. le valvole propagano i soffi.
e i sogni per quanto inconsci, riesci pure a metterci mano.
e non è salutare lasciargli impronte digitiformi di pensieri più consci.
Si continuano con un giro in un letto. questo è patologico
secondo i miei labirinti interni.
I ruoli gestiti e mani coi guanti di cui non senti il calore,
ne scorri appena,la forma. Spasmi i sorrisi recisi in un fiato
tra la laringe e l' orgoglio. prenoto l' aereo. prenoto per Marzo.
La meta è il Tirolo e la neve,
poi c'è la città del sale e del Cafè Konditorei Fürst,
tappa obbligata Graz,
come il Prater di Vienna e lenire, perché si deve,
papille e pupille gustative in una Sacher Tort di Vienna
e nei quadri di Schiele al Leopold Museum.
Unico danno del viaggio : CARDIACO.


" ... a tutti quelli che partono, scappano
o sono sospesi per gioni. mesi. anni.
in cui ti senti uno che si è perso
tra obbiettivi ogni volta più grandi...
"

97c5ff45099b2f4c2

 

Esegesi di _IPPOCAMPO_ ... gennaio 12, 2006 02:38 ... commenti (4)


lunedì, 09 gennaio 2006
 

sentirsi in un ascensore. e non sapere, aver perso
la capacità di capire se i miei piani siano in questo edificio o abbia solo
cambiato l' indirizzo. solo per una visita magari.
e non ricordare, amnesico, la strada del mio fegato.
delle mie ossa  e dei contorni del mio pericardio.
fatto sta che il tuo piano lo salto. perché nonostante tutto
lo so che è il tuo. e c' ho fatto diverse feste in quell' appartamento
in cui Freud faceva a male parole con me e Levinasse.
e in cui Jung mi guardava dritto  dritto negl' occhi. per non capirmi.
appositamente. per sbagliarmi. mentre tu cercavi di spezzettarmi coi pensieri
per illuderti di saziare le paure.
Da anoressica hai mangiato i miei origami di parole.
a pezzettini infinitesimi. lo devi fare perché non sai cosa sia masticare la paura per davvero.
le lacrime sottolingua. la giustizia dentro a un cesso. e qui...
il villano ... ti lascia ubriacarti della farsa e dei teatri...
operette morali.. microcategorie... vagoni in cui troverai tutto ciò
che ti lascerò vedere.. il confronto. è nell'età.
ed anche in quello hai perso
tutti i miei domani
al tropico del cancro.



Esegesi di _IPPOCAMPO_ ... gennaio 09, 2006 22:18 ... commenti (6)


giovedì, 05 gennaio 2006
 


ANONIMO >>> il solo straniero che so di non conoscere è fatto di muri mattoni in cui i divieti si sono fatti barriera.
e se poi in un labirinto non trovi ragioni, non ho mai fatto un dramma nemmeno per questo. ci sono nuvole
ben contente di piovere e altre ben contente di sciogliersi in cirri. stratificanti. e sentenziosi.
io non so se sia liquido o aeriforme in tutto quello che faccio. non so se sia comprimibile o sfugga
semplicemnete a me stesso. fatto sta che la flogosi nasce da rumori. scricchiolati di passati commisti a futuri.
e io la grammatica l'ho solo al presente.
l'istintività l'ho messa in un baule. e la tiro fuori come puoi fare con un vaso di pandora, ma non per questo
mi dispiego solo in trabecole dall'ossatura di cristalli di ragioni. se solo sinusoidi di pensieri non sbagliassero
qualche pi greco mezzi, o se ripetessero almeno qualche segno. e lo sapessi non leggere soltanto.
ma quanto meno discriminarlo frontalmene, parietalmente, poi da temporale
saltarlo e farlo limbico. allora forse l'eupnea
mi cullerebbe per più di ventiquattro striminizite ore.

Esegesi di _IPPOCAMPO_ ... gennaio 05, 2006 16:15 ... commenti (2)