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sabato, 30 settembre 2006
[ a distanza di 3 giorni ]
Questo invece è un giorno in cui mi sento un idiota.
questo è un giorno con le nuvole ammatassate nel grigio sopra la testa.
ed è questo un giorno in cui ti senti un " piccolo Hume "
e vorresti essere un " piccolo Socrate ".
Conosco queste linee a menadito. l' asse delle ascisse si spezza
e s' impara che il moto lento e perpetuo
delle " formiche morenti d'amore
sotto la costellazione del soffione " esiste.
La visione si fa puntiforme e si perde l' intero, lo so.
serve un po’ di più e ci si capirà di nuovo. sarà un sollievo,
perché è un destino di sensibilità che vince le battaglie
alle cingolate porte mentali.
Si sente quel tonfo, che è un fracasso
che è una vibrazione, la pallestesia
di ogni organo la avverte. Piccole.. equivocabili..
scosse. Poche le conoscenze del sottosuolo,
e come ogni ignota speranza,
sgomenta le mani.
Parte l' impulso. E parte l' inchiostro.
questo non significa che non sappia in concreto,
cosa vuol dire un' inattesa sensazione.
Quella silenziosa preghiera dischiusa
attanaglia le labbra.
circoncide la mente.
Lascia un respiro a cui Tu
puoi in parte restituire,
un armonico moto, di un diaframma
che non ti conosceva, e che ora si chiede se c'è..
una via..
un bivio..
un bar..
in cui chiedere l' informazione
che anche per te germoglia,
da qualche parte chissà dove,
da qualche parte dentro te,
LA BELLEZZA INDIFESA
DEL TIMORE DI PERDERMI.
martedì, 26 settembre 2006
1725
Bevvi una sola sorsata di vita.
Vi dirò quanto la pagai:
precisamente un' esistenza.
è questo il prezzo sul mercato, dicono.
MI pesaron, granello per granello
e bilanciaron fibra con fibra.
Poi mi porsero il prezzo del mio essere:
un solo sorso di cielo.
Emily Dickinson

domenica, 24 settembre 2006
Lo spazio si è mosso. pochi millimetri o diversi chilometri.
L'aborto di un relativismo che non ha trovato un grembo stavolta
in cui attecchire. Non c'è esattamente una formula.
e anche se questo può portarmi dalla terra fino al cielo,
alla terra mi riunirò, con tutto il fantastico di quei mille mari
e delle rocce. silenziose eloquenti rocce di cui ho imparato
a decifrarne i cristalli. ugole mute. che domandano orecchi marini.
ed io sono isola… che sogna in penisole.
Arriva poi un tempo di vetro, in cui realmente si accende lo schermo
sugl' occhi e ti compare quello " stop questioning ", e poi un punto.
ablativo di ogni domanda. escissione chirurgica che spazza via la
fuliggine in cui la terra emersa della grammatica del corpo,
comincia una lingua.
Noi impieghiamo la gran parte del nostro tempo
da quando nasciamo ad esercitare un' idioma,
e pretendiamo spesso, in pochi anni, di saper parlare
quello che il corpo non dice. Io mi sento scolaro,
ancora una volta, e vorrei che si capisse.
Nella duttilità di una pagina bianca ho il posto pure
per fare i disegni al posto delle parole. ingenui graffiti insensati.
spontanei. spensieratezza che si fa inafferrabile
e che in limbiche aree
disorganizza i miei ragionamenti.
- IL CORPO VINCE LA MENTE -
giovedì, 21 settembre 2006
verdadero o falso que sea. no logro parar
el imagen de la forma de tus caderas. distendidas.
luz baja. desnuda en tu cuerpo. Morena la piel de Lisboa.
el deslizar del sur de tus calientisimas piernas.
despeñadero el cruzar de nuestros ojos. a ras del prohibido
que nos ha atado.
que nos ha desbloqueado en aquel ritmo de flamenco
que tienen tus manos.
codo con muñeca. brazo con mano.
y dedos, sin miedo, que han tocado el aire.
hermosura de armónicos latidos.
Vuelve a pintar. pinta ese verde derramado por mis ojos
que resbala y que no detiene.
Es un hechizo, esta sombra que tienes por detrás,
y que te pega la sangre a la piel. inmóvil. la mirada,
en tus preocupaciones, que este, no tiene sentido.
que no sabes el por qué de mucha gana que te hace escribir
en el aire, mojado, el ruido
de tanta lluvia...

giovedì, 14 settembre 2006
Ungaretti è un Uomo ed io sono solo un ragazzo che non sa quale poesia
ha conquistato di più i suoi iridi verdi. e allora ho mischiato parole
quelle che hanno dato un senso a dei giorni. a qualcuno.
sono tante le poesie qui sotto, e chiedo scusa se qualcuno arriccerà
un po’ il naso dietro tale protervico tentativo di leggerci. un mio sentimento tributo.
unendo. saldando. delineando.
La linea vaporosa muore
al lontano cerchio del cielo.
C' è la nebbia che si cancella
nasce forse un fiume quassù.
Un occhio di stelle
ci spia da quello stagno
e filtra la sua benedizione ghiacciata
su questo acquario.
Balaustrata di brezza
per appoggiare stasera
un arpeggio
perso nell'aria.
Una volta
non sapevo
ch' é una cosa qualunque
perfino la consunzione
serale del cielo.
Qui non si sente
altro
che il caldo buono.
Mi sento la febbre
di questa piena di luce.
Accolgo questa giornata
come il frutto che si addolcisce
.. un oceano di scampanellii.
Il sogno riapre i suoi occhi incantevoli,
va dalla terra spogliando lo scheletro
udendo il cielo
e il monte che gli sale in grembo.
( La Luna è un velo )
Ti verrà desiderio, di guardarmi.
Ricorderai d' avermi atteso tanto,
e avrai negl' occhi un rapido sospiro.
Ti odo nel fluire della mia mente
approfondire lontananze
nella paura del palpito
sulla tua bocca.
Atleta senza sonno
della nostra grandezza,
quando ogni luce è spenta
e non vedo che i miei pensieri
Le tue Mani
si fanno come un soffio
d' inviolabili lontananze
inafferrabili come le idee,
e l'equilibrio della luna,
e il dondolio, dolcissimi,
se vuoi posarmele sugl' occhi
toccano l' anima.
Chi teme più, chi giudica?
Quando trovo
in questo mio silenzio
una parola
scavata è nella mia vita
come un abisso.
Nelle onde sospirose
del tuo nudo,
dopo tanta nebbia
ad una
ad una
si svelano le stelle,
di Stella
in Stella
il mistero rapisci. Sorridendo.
Ora, sono ubriaco,
d' Universo.
mercoledì, 13 settembre 2006
Dare la pace ai tuoi occhi che si gonfiano.
Darla al mio passato. che ha visto nascere questo blog.
La sensazione che con soggetti diversi,
sapevamo di parlare di noi.
Sulle scale nascoste, gradini sempre diversi.
La durezza che ho clivato, mondato, attraverso un asburgico incanto
che ha inciso, resecato e suturato via tutti gli spilli.
Ritrovarla , invece, ancorata a quello che dici,
la mia mano ancora si chiede. chissà se ti devo qualcosa?
e chissà poi da dove? chissà dove si è ficcato quel piccolo posto
di vita che eri?
Quando due ex, possono donarsi, quell' umana liquida luce
io la lascio piovere, fin dove il vento la porta.
Ti darebbe sollievo quel gambling di mille paure
che la vita ha spezzato nelle tue ossa.
Cerca i canalicoli.. gli interstizi..
che dalle cellule del tue corpo sono scoperta. di scoprirsi.
capire che l' acqua entra.. ti inonda.. ti piega... devasta...
lava via.. ripulisce.
è sapere accostare 2 lembi. che hanno perso una continuità naturale.
è lasciar proliferare quei rischi, evitando che ci sia la quadratura del cerchio.
Questo è un abbraccio, che ci siamo concessi.
Un' invasione pacifica voluta, di due regni e delle loro rovine.
ricostruite su inargentate dignità. che ci siamo lasciati: da sempre.
Hai ancora quel silenzio negl' occhi che grida,
strepita in mezzo al tono pacato e quelle mezze emozioni.
è un rantolo. piccolissimo. ma si avverte. lo avverto. mentre
ti tocchi i capelli corvini e abbassi lo sguardo e veloce
cerchi i miei occhi. e cerchi una cura.
martedì, 05 settembre 2006
Ci sono morfemi legati tra loro che acquistano
un significato specifico. di questi, non ho realmente creduto
che ne avrei mai pronunciati né scritti . per TE. eppure ieri notte
come marea che si ritirava veloce
erano lì, sul giardino di quello che era l' ortografia dei miei sensi.
sul magma infuriato di tutto il mio orgoglio
che non è capace di ammetterli, erano lì
sul precipizio scheletrico della paura che tutto svanisca.
C' è stato un piccolissimo ma preciso istante,
il tempo in un dito,
gl' occhi che parlavano di TE,
le mani che ti hanno cercato sulla bocca di quello che
ti sarebbe ormai giunto. E pensavo al tuo viso.
Cosa dirà la tua pelle.
Cosa dirà l' incavo tra la spalla ed il collo,
se sulle punte avresti afferrato
senza i timori che ti avrei provocato.
Se. in quel piccolissimo istante,
in cui inanellavo quel tempo,
tu avresti sentito il bacio di quello che ho scritto,
assolvermi nel desiderio in cui ti cercavo.
L' assoluzione suprema che per te è lo stesso.
e la gioia per la disfatta di tutto quello che sai
che IO, non so dire.
so solo provare.... per te.
sabato, 02 settembre 2006

C'è un istante in cui
il risposo comincia
a piovigginare,
sbrizzulia per essere
siculo,
il cielo si fa un grappolo
tutto raccolto
di arancio
nel verde oltremare.
Folla di silenzio
delizia le barche
vicino alla ciclopica riserva.
Spezzo una lancia in favore
di questa quiete,
rotta soltanto
da queste mani querule
perse nel fumo
di sigaretta.
C'è un castello
sul mare,
assediato da luci
infinitesime,
in cui due cavalieri
da una terrazza lo stanno a
guardare. Lo zampillio
dei riflessi sull' acqua
che placidamente
preannunciano..
.. che qualcosa accadrà
prima che il verde
s' accenda.
… L' incedere d' intermittenti desideri …
Lorca appena
decifrerebbe il soffio
ben mascherato.
Adesso è poca la luce
per dirlo.
La materia sgretola forme
che la notte
come escursione
di temperature, delizierà
la mia pelle.
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