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lunedì, 29 gennaio 2007
Sotto il cielo di Selinunte
greco, come il suo mare,
i tuoi piedi li ho visti di argilla
come le due lastre su cui poggia
l’incanto di questo paese e dei suoi reperti
che la vista non è in grado di abbracciare
per intero. C’è un sottosuolo in cui i
limiti della capacità di mentirti
non sei ancora in grado di riconoscerli.
I confini delle menzogne che scavi
con me , invece, sono alfabeto che leggo.
Carne e sospiri, non sono sufficienti.
Il manicomio dell’inquietudine
fa stringere parole
che dalla mia bocca
rimangono atrofizzate,
percosse da tutte le ragioni che a turno
reclamano soltanto una parola.
non è fuga
non è diritto
non è nemmeno affitto
è solo tutela di quello spazio indifeso
pagine scritte, stampate, e infine rilegate.
La differenza è nell’irrazionale
che non confonde.
Nel giusto di un monte di piena follia
rimarcherà il mio nome
battezzerà le mie ansie
le renderà libere dal peccato
di avere soltanto sbagliato di avere scelto te
Non amabile tra tutte le anime.
Non udibile amore tra tutti gli amori.
Mio Amore
mio Unico Amore
che conservo nei dintorni
di un deserto in cui soltanto
solo e soltanto ciò che fine ,
e finemente concepito, può
far si che sbocci
la volontà che solo i fiori
e la primavera hanno
nel profumo dei pollini.
domenica, 21 gennaio 2007

Dio come è dolce l'aria al tatto
Come è buona la luce da vedere
E come mi avvolge
Tenera, spietata
La notte -
No, non estinguete mai la sete
di portare l'oscuro verso un po' più di luce
dove vedere, toccare sentire meglio,
lasciatemi sempre aperta la porta
dove esterno e interno respirano insieme -
e cosa c'è di più chiaro per lo spirito
che aprirsi sull'inimmaginabile
che tutto quello che ignoro e il poco che
comprendo siano una cosa sola e innumerevole
che senza tutti questi corpi ed erbe mossi
dalla stessa piena di linfe
di venti di lucori nell'occhio, nella mano
non avrei mai pensato niente -
né sentito il gelsomino nella notte.
LORAND GASPAR
giovedì, 18 gennaio 2007
..L'amore è alimentato dall' immaginazione,
grazie alla quale diventiamo più saggi di quanto sappiamo,
migliori di quanto ci sentiamo, più nobili di quanto siamo:
grazie alla quale siamo in grado di vedere la Vita
come un tutto unico: grazie alla quale, e soltanto
grazie alla quale, siamo in grado di capire gli altri
nei loro rapporti reali come in quelli ideali. Solo quanto
Fine, e Finemente Concepito, può alimentare L' Amore.
OSCAR WILDE - Vita attraverso le lettere
martedì, 16 gennaio 2007
oggi mi sono messo in catene
nella voce e nei gesti. non è una cosa semplice
non è nemmeno un apprendimento condizionativo operante
è solo spiegare. sentire. capire.
dall'altro lato. da un lato che puoi non conoscere.
troppo leggero dirmi. e ridirmi che il piano
è quasi lo stesso.
da lì ci sono vedute
ci sono terrazze fiorite, con calle splendenti
in un vaso, che io posso immaginare. a volte passare
a trovare. ma che non sai
in certi frangenti come si porgono in dono. delicati.
e sorprendenti.
domenica, 14 gennaio 2007
Esattamente non so se sia stato il sushi
o magari quelle rutilanti bottiglie di Merlot.
gli spaghetti di soia, no non credo..
e nemmeno la vista su tutta quanta la via della Libertà
da quel balcone.
ma ci si può capire
su un divano e si può sapere
perfettamente il valore di ogni angolo
intersecato o che si vuole intersecare col mio angolo giro.
Le note si sono orientate come bussole
che resistono alle tempeste solari,
la città io lo so dove sta
e dove si vive per non perdere nemmeno un secondo.
con Te.
l'altra metà di quest’orologio
è di una lama tagliente.
la prima , che disorganizza
il prospetto, gli interni
e perfino le sovrastrutture al di là
di ogni corrosiva certezza.
se un punto. Dovrò pur sempre marcarlo,
occorrerà farmi cieco nei sensi.
la morfologia di una storia d'amore
- intera - Il suo meraviglioso aspetto
i suoi occhi di terra
i miei occhi di acqua
sull'isola
sul ponte
sulle parole
e su quello che è il nostro affetto
nel silenzio profumato
di tutte le notti
tutte quelle che sappiamo che non hanno fondo
apparterranno
ad un libro
di cui TU. ne sei la sorgente.
lunedì, 08 gennaio 2007
La luna era una Principessa Maya, apriva la notte
tutta avvolta nel suo velo. madonna di platino.
Sul balcone affacciavano, come ranuncoli,
tentativi d’ amarti.
Sconosciutissimi fremiti,
passeggiavano e si prendevano beffa
dell’ ortodossia scavata nella certezza.
- non sapevo di nessun piano segreto -
- nessuna missiva avrebbe potuto avvertirmi -
Il ratto, che da colore alle messi,
sopraggiungeva sotto spoglie
di umili e dolcissime mani di mandorla.
Capii che profumo può generare
un giardino del Libano.
Capii l’ incoercibile assalto
la breccia, il capitolare,
e ne ebbi paura lineato nei tendini.
In un giorno qualunque, in pieno Dicembre
uno spettacolo fissava
tutta quanta la mia memoria. Non trovando
un capitolo in cui reperirsi, decise
che ne fossi scrittore di gelsomino.
La scena, si teneva su
vertebre dall’ anatomia inesplorata.
Le parole, furono spine
incenerite senza la possibilità di vedere
la luce detersa che le generò.
La fisiologica lettera che ne conseguì,
estinse il falò.
Dal bulbo dei battiti – liquidi -
gli umori salirono, su su
per il midollo, come alla presa
di una Bastiglia, raggiungere
i ricordi di uno scrittore inventato.
Fuori programma, questo spettacolo
lo odo e lo amo.
Fuori programma, non sapevo
quanto avrei continuato
ad amarlo.
sabato, 06 gennaio 2007
Ho sempre avuto qualche difficoltà emotiva con questa data.
forse perché mi hanno detto che sono nato in questo giorno.
un pensiero vola sempre in Spagna e alla tua voce.
oggi era rotta. e questo mi lascia un eco
stridulo per tutto il bene che ti voglio
e tutti gli abbracci che ti devo. tutta la forza che vorrei darti.
ma sono qua. una piccola foto e un sorriso.
poi c'è una distanza più colmabile.
e la radiografia del presente
su cui si adagiano alcune realtà di matematiche frazioni
di cui appena il dimezzamento di un quarto
riusciresti a restituire. e questo ne devo tenere conto.
lo dovrò fare per scegliere. ancora.
normale. ma devo.
c'è un biglietto sulla mia scrivania
per cui ha vinto le forzature di genetiche barriere emotive.
è di mia madre. quanta assoluzione in quelle parole.
quanto vorrei tirarmi fuori da qualche parte certe volte.
donna di una dolcezza disarmante.
donna di vita. mio esempio di bontà.
non l'ho mai nominata qua dentro,
eppure le devo la vita. le devo i miei occhi
e tutta quanta la mia bellezza. lo devo a lei
se ho fortuna. e oggi mi ha fatto un regalo.
il cui segreto è nel mio verde,
pabulum, per queste mani.
lunedì, 01 gennaio 2007
Non scrivo da giorni.
Un po’ di gente che torna, e un po’ di gente da vedere.
una piccola manina che ti stringe la mano,
il dito. e non te lo lascia. [ dolcissima Miriam ]
il nostro incontro e le nostre risa
la prefazione dell'anno che entra e l'inaspettato
desiderio di ritrovarti nei mesi che ancora verranno.
neve che non ho visto sul parapetto
labbra infinite che mi hanno investito
leziosità di questo periodo
tutto un regalo di pelle e di corpi
tempo in clessidra
e domande domande domande
incolume alle mie incertezze
come sia che sia
come vada che vada
abbozzo solo una planimetria del faceto
giusto per trovarci qualche via di fuga.
so. che mi servirà.
[ auguri, si, credo che questi li debba poggiare.
come ho scritto a qualcuno ieri sera. sono banali.
ma sono sinceri. per le persone che sanno
come si leggono. ]
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