" attorno a me, d'altronde dagli impressionisti ai cubisti, tutti i pittori sembrano troppo realisti se così posso esprimermi. diversamente da loro, ciò che mi ha sempre tentato di più, è l'aspetto invisibile, quello così detto illogico, della forma e dello spirito,senza il quale la verità esteriore per me non è completa... se sei pittore, puoi avere la testa al posto dei piedi, e sempre pittore resterai. "
- Marc Chagall -
Tre notti ancora
gl’occhi di Chagall riflessi nei tuoi
Tre notti ancora
un letto da sgualcire
sotto i tetti di Roma
sotto l’alba incapace di contenerci
perché non tutto va rivelato
sotto gli spicchi di sole.
Penso che ti bacerò
e penso che lo farò
incurante. Protervo.
Come la grazia di cui
i miei polpastrelli di gelsomino
son rivestiti.
Penso che non respirerai abbastanza
e che un solo cuore non ti basterà
io sarò di più di quanto tu abbia mai
avuto in seno alla carne
io sarò di più di quanto
la misura che credi di avere
sia abile di calibrare
io sarò di più
più che abbastanza
sarò fondamentale
ti darò la mano
sentirai il soffio primordiale di Vita.
L’abulia delle corde vocali verrà spezzata
agirò per come le foglie danno colore
senza ingombrare
sarò presente
e tu soltanto. Mi potrai decifrare.
Restavano poche cose da dirsi tra i muri di quel discorso, come se la mente avesse compreso,
non che non fosse in gradi di capire, o non avesse tutti i parametri al posto giusto. Era solo e soltanto la povertà d’immaginazione e l’ingessatura di quella forza incantata che spinge l’animo, a fargli percepire quelle pareti incredibilmente grandi, così rinserrate e inverosimilmente piccole.
Non una parola di coraggio o di incoraggiamento ad essere se stessi.
Solo machiavelliche emozioni prive di corda e ricche di furbizia.
Le parole di Bukowski rapide nella memoria passavano,
e lui sorrideva pensando di averle al di la di un telefono. Ma nella sua vita irruppero.
Quando senza una sola possibilità che potesse giustificare nella testa, l’istinto primordiale
che da sempre lo aveva caratterizzato, incredibilmente, riprese a pulsare dalla giugulare fino alle arteriole più nanometriche. Si sentì un eco fortissimo udito da tutte le parti del corpo.
Assordante e presente. Fu lo scivolare fluido del sangue, che misto alla consapevolezza di volere la sua vita a tutti i costi, contro tutto e contro tutti, che lo portò a pensare che avrebbe preferito non piacere a chi non potrebbe mai possedere uno sguardo che buca la reale realtà e la fa sua, ma lui, avrebbe scelto comunque se stesso, come fosse stato
una forte e decisa pennellata di Van Gogh.
Nella sua notte stellata , in cuor suo sapeva che l’avrebbe vissuta, che l’avrebbe quantomeno
aspettata, non incrociò le braccia ostinato , piuttosto si mise paziente in attesa con molto coraggio, andando al di la, rivestito soltanto della sua scintillante e pura - protervia -
Vieni come puoi
vieni come ti è concesso essere.
vieni per come le tamerici
affondano i rami in mezzo nel cielo.
Non intermittente
come luce di stelle
Non imponente
come terra dell'Asia.
Vieni come piega sulla mia mano
scritta e presente.
Vieni con mille paure
sommale alle mie
e beviamole fino alla notte che non ha fondo.
Vieni, indossiamo il coraggio di Aracne
sfidiamo tutti quanti questi dei.
Osiamo l'infinito e l'eterno.
Rapiamo i misteri
e edifichiamo con sola vis oculorum
l'assurdo e l'eleganza
dei violini d'Amore impazziti.
Vieni per come ti Amo.
Vieni per come mi Ami.
e solo così ti amerò.
Ma non adesso. Aspettiamoci.
Aspettami dunque,
- aspettami -
oltre un giro
d'universo.