Ich bin


un piccolo morfema
in un'insalata di parole,
..ancora da capire




Eupnoico



Ci fu un giudice un tempo che assiso in un antro buio decise che la primavera andava sepolta. La primavera stordita e ansiosa di lunga luce guardò al giudice incredula senza capire nulla. Così io guardo a te che giudichi i miei versi ansioso di capire senza capire nulla.

[Alda Merini]




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Limbico



Chopin - Nocturne in c Minor


 

 



venerdì, 23 marzo 2007
 

" attorno a me, d'altronde dagli impressionisti ai cubisti, tutti i pittori sembrano troppo realisti se così posso esprimermi. diversamente da loro, ciò che mi ha sempre tentato di più, è l'aspetto invisibile, quello così detto illogico, della forma e dello spirito,senza il quale la verità esteriore per me non è completa... se sei pittore, puoi avere la testa al posto dei piedi, e sempre pittore resterai. "

- Marc Chagall -


Esegesi di _IPPOCAMPO_ ... marzo 23, 2007 23:49 ... commenti (3)


martedì, 20 marzo 2007
 

Tre notti ancora
gl’occhi di Chagall riflessi nei tuoimacchina da scrivere
Tre notti ancora
un letto da sgualcire
sotto i tetti di Roma
sotto l’alba incapace di contenerci
perché non tutto va rivelato
sotto gli spicchi di sole.

Penso che ti bacerò
e penso che lo farò
incurante.  Protervo.
Come la grazia di cui
i miei polpastrelli di gelsomino
son rivestiti.

Penso che non respirerai abbastanza
e che un solo cuore non ti basterà
io sarò di più di quanto tu abbia mai
avuto in seno alla carne
io sarò di più di quanto
la misura che credi di avere
sia abile di calibrare
io sarò di più
più che abbastanza
sarò fondamentale
ti darò la mano
sentirai il soffio primordiale di Vita.

L’abulia delle corde vocali verrà spezzata
agirò per come le foglie danno colore
senza ingombrare
sarò presente
e tu soltanto. Mi potrai decifrare.


Esegesi di _IPPOCAMPO_ ... marzo 20, 2007 12:09 ... commenti (6)


giovedì, 15 marzo 2007
 

Restavano poche cose da dirsi tra i muri di quel discorso, come se la mente avesse compreso,
non che non fosse in gradi di capire, o non avesse tutti i parametri al posto giusto. Era solo e soltanto la povertà d’immaginazione e l’ingessatura di quella forza incantata che spinge l’animo, a fargli percepire quelle pareti incredibilmente grandi, così rinserrate e inverosimilmente piccole.
Non una parola di coraggio o di incoraggiamento ad essere se stessi.
Solo machiavelliche emozioni prive di corda e ricche di furbizia.
Le parole di Bukowski rapide nella memoria passavano,
e lui sorrideva pensando di averle al di la di un telefono. Ma nella sua vita irruppero.
Quando senza una sola possibilità che potesse giustificare nella testa, l’istinto primordiale
che da sempre lo aveva caratterizzato, incredibilmente, riprese a pulsare dalla giugulare fino alle arteriole più nanometriche. Si sentì un eco fortissimo udito da tutte le parti del corpo.

Assordante e presente. Fu lo scivolare fluido del sangue, che misto alla consapevolezza di volere la sua vita a tutti i costi, contro tutto e contro tutti, che lo portò a pensare che avrebbe preferito non piacere a chi non potrebbe mai possedere uno sguardo che buca la reale realtà e la fa sua, ma lui, avrebbe scelto comunque se stesso, come fosse stato
una forte e decisa pennellata di Van Gogh.

Nella sua notte stellata , in cuor suo sapeva che l’avrebbe vissuta, che l’avrebbe quantomeno
aspettata, non incrociò le braccia ostinato , piuttosto si mise paziente in attesa con molto coraggio, andando al di la, rivestito soltanto della sua scintillante e pura - protervia -


Esegesi di _IPPOCAMPO_ ... marzo 15, 2007 10:07 ... commenti (7)


venerdì, 09 marzo 2007
 

Vieni come puoi

vieni come ti è concesso essere.

vieni per come le tamerici

affondano i rami in mezzo nel cielo.

Non intermittente

come luce di stelle

Non imponente

come terra dell'Asia.

Vieni come piega sulla mia mano

scritta e presente.

Vieni con mille paure

sommale alle mie

e beviamole fino alla notte che non ha fondo.

Vieni, indossiamo il coraggio di Aracne

sfidiamo tutti quanti questi dei.

Osiamo l'infinito e l'eterno.

Rapiamo i misteri

e edifichiamo con sola vis oculorum

l'assurdo e l'eleganza

dei violini d'Amore impazziti.

Vieni per come ti Amo.

Vieni per come mi Ami.

e solo così ti amerò.

Ma non adesso. Aspettiamoci.

Aspettami dunque,

- aspettami -

oltre un giro
d'universo.


Esegesi di _IPPOCAMPO_ ... marzo 09, 2007 20:52 ... commenti (5)


lunedì, 05 marzo 2007
 

Le nostre volontà in catene
hanno uno sguardo bagnato
hanno pelle fredda
e gambe dall’andatura malinconica.

Le mie volontà imprecise,
non si stimano a vicenda.
Sono atomiche e indipendenti
dall’unica che vuole dare un armistizio di speranza.

Le mie mani sono legate
Le tue mani sono imbrigliate
la mia libertà è volata via…
è volata, e solo a te è stato concesso : guardarla.

Le tue volontà non hanno spazi
materiali per vivere. Sono in carceri
isolate, sono distanti, anche da TE.
Sono vere, e sanno mentire.

Non si aspettano sentenze
Non si aspettano giustizie
Non si aspettano la grazia
almeno le mie, aspettano soltanto,

- aspettano - con la tenerezza di un infante
che non sa come si parla questa lingua
talmente folle della vita, che non sa dove
un accento o a quest’accento – è permesso cadere -


Esegesi di _IPPOCAMPO_ ... marzo 05, 2007 14:42 ... commenti (2)