Non avrebbero saputo come parlarsi.
Non conoscevano la lingua della luce
stavano li - notte nella notte -
a sentirsi
ascoltarsi
in quel silenzio sacrale
che il punto di luce nasconde
e rivela soltanto alle ombre,
soltanto a quella parte del cosmo
che infrange i piccoli specchi argentati.
Scoccato il crepuscolo
o subito dopo
un sussurro li avrebbe aspettati..
come stanotte
come tutte le notti
in cui.. l'attimo
per rivelarsi
puntuale come una stella
sarebbe arrivato.
per una volta..
una mia foto...
comincio a descrivere ciò che sento...
I camini di Londra non si erano ancora accesi.
I passi risuonavano sui tuoi passi
gli occhi ancora no, si cercavano
senza spezzettarsi tra gli sguardi veloci
rapidi come magnolie lungo i viali.
Toccava alle mani
all'umidità di quel gesto
- indecente -
pur sempre intimissimo
risvegliare il tuo viso,
sentirlo poi tutto intero
emettere fruscii tra le linee di un sorriso
una qualche colonna sonora
musicata da Anima dentro quell 'Anima.
Finestra dopo finestra
angoli di vie che si parlavano tra loro
poi, solo parti di vita
attimi, mischiarsi, unirsi, vincersi
condensarsi.
Ricordo che non ci fu luce
più grande di un bacio.
Ricordo che le note di un Sirtaki a Helsinki
smisi di contarle in bellezza tra i tuoi capelli.
Poi fu, e lo fu davvero.
come ora, che è - sarà -
solo questo, solo tutti i miei desideri
lì, in te, disposti ad accendersi
come i camini di Londra
alti su , verso il cielo.