Finestra dopo finestra, in mezzo a porte sospese
ti ho sognato, ti ho risvegliato.
Fino ai cancelli delle notti di'inverno
ho allevato e protetto il nostro incontro;
Fino ed oltre la cosmogonia dei pianeti celesti
con la loro incertezza
ho custodito il sentimento rubicondo
che non ha tempo
né tempo deve avere.
É solo luce tersa
non semplice Arcadia
non immane Babele da perseguire.
Recideremo il nodo gordiano
su tutti quei cieli
che ancora non ci è dato vedere;
visiteremo la terra dei venti
che in mezzo ai capelli, intrecciano mille pensieri.
Oltrepasseremo la notte
inventando parole prive di senso
per non farci scoprire,
guideremo gli sguardi, gli occhi e le ciglia
al di la del possibile, al di qua del reale.
Edificheremo città invisibili
cifrate da un nome rubizzo che porterà
rivoli di insana felicità tra i suoi vicoli
tra ricordi di una vita che passa e cammina con noi.
Non rimane poi molto,
rimane il punto, la linea, il volume dei mesi
delle stagioni che sommano nuove ere
di araldici gesti;
Nuove parole arriveranno da nord,
sentiremo talvolta il mondo ridursi
nel palmo delle nostre mani
ma sentiremo anche le invisibili presenze
condurci dove la perla della nostra Anima
sia al sicuro dalle coppe di vino.
L'aurora è appena iniziata
e di me e di te vuole conoscere ogni centesimo,
quando ancora le porte della notte si staranno chiudendo
le racconterò la musica
dove grande è il mio segreto.
Dalle altane del giorno
si apriranno orizzonti elegiaci,
custodi del peso di un' Anima d'amore
quel "sorso di cielo"
un Amore
mai visto.